Simplicity – In difesa dei detergenti naturali

La cultura del giorno d’oggi, aiutata dalla pubblicità diseducativa e terrorizzante, crea falsi miti e nuove esigenze, tutto per autoalimentare il mercato.

Un esempio? la necessità di avere tutto disinfettato, anche le mani, nell’ambiente domestico e fuori casa. Ed ecco i disinfettanti portatili in gel, i prodotti per la pulizia della casa con agenti sbiancanti ed igienizzanti, presidi medici chirurgici per pulire il cibo, prodotti che necessitano l’uso di guanti per pulire fornelli, lavelli ed altre superfici, detergenti per WC che rendono le superfici sterili…

Una bugia ripetuta mille volte non diventa una verità.

Recenti studi, divulgati dalla brillante Julia Enders, dimostrano che la presenza di batteri buoni impedisce la presenza di batteri patogeni, inoltre la cooperazione tra questi buoni batteri permette di prevenire l’attacco di quelli patogeni e la loro espulsione (=difese immunitarie), senza farmaci! Questa quota di partecipanti buoni viene creata nel tempo, come una biblioteca composta solo di ottimi libri, o una selezionata cantina di vini pregiati. Questo avviene sia sulle nostre toilettes, ma anche sulla nostra pelle e nel nostro apparato digerente.

Ecco quindi che con un semplice colpo di spugna con candeggina, o di detergente igienizzante, si elimina tutta questa collezione, e si deve partire da capo, rischiando di lasciare posto a batteri patogeni, abituati naturalmente ad essere più aggressivi.

Io personalmente l’ho visto con l’incidenza delle infezioni vaginali. Oltre ad aver ridotto il consumo di assorbenti sbiancati, ho anche iniziato a smettere di utilizzare la candeggina o i detergenti in gel per il WC: basta cospargere un cucchiaio di bicarbonato e grattare con lo scopino tutta la ceramica, poi aggiungere aceto e lasciare agire. Risultato: WC brillante e senza odori, scopino disinfettato, nessun cattivo odore e riduzione delle infezioni.

Lo stesso discorso lo si può fare per la frutta e la verdura: se vengono acquistati ortaggi biologici o, meglio ancora, del proprio orto, non hanno bisogno di essere risciacquati con cloro attivo, liberato dalla candeggina o dai presidi medico chirurgici igienizzanti, ma è sufficiente acqua con bicarbonato per rimuovere il terriccio o la polvere, perchè sulla superficie contengono una piccola quota di batteri amici, che hanno permesso la crescita e lo sviluppo della pianta. Questi batteri amici, a contatto con noi ogni giorno, permettono al nostro corpo di combatterli in pochi e un po’ per volta, quindi ne usciamo vaccinati.

In un ambiente dedicato alla somministrazione di cibo al pubblico, ovviamente, bisogna seguire delle regole specifiche, e in particolare seguire il protocollo HACCP che prevede la sterilizzazione degli alimenti. In questo caso è d’obbligo adottare delle misure di pulizia e prevenzione più severe, e non come se fossimo a casa nostra, poichè il cibo che viene venduto e servito alla clientela non può avere una carica batterica tale da causare malessere, specialmente per quegli individui con un sistema immunitario indebolito.

Un altro caso particolare riguarrda le donne in stato interessante: se i test preliminari del sangue dimostrano l’assenza di immunoglobuline per il toxoplamsa, il consumo di vedura e frutta fresca è limitato, per il timore di poter contrarre questa malattia in gravidanza con conseguenti danni al feto.

Considerando i dati di questi ultimi anni, sempre meno done sono immunizzate contro il toxoplasma…forse anche perchè sono cresciute in un ambiente privo di germi? E la domanda che sorge spontanea è: ha senso essere igienizzati e protetti da tutto, rimanendo a nostra volta senza difese ed esposti ad ogni batterio?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Da quando ho smesso di lavare le verdure con i presidi medico chirurgici – deformazione professionale della mia precedente esperienza di cuoca- sia io che il sig. Nerd abbiamo smesso di avere allergie e raffreddori.

 

 

 

Natale 2015 – Zero Sprechi

Ad ottobre ho iniziato a fare brainstorming per i regali di Natale, conscia che tra lavoro, corsi, trasloco e famiglia non sarei riuscita a fare tutto partendo dai primi di dicembre.

Questo Natale è stato particolare: niente sprechi, ne’ di soldi ne’ per oggetti inutili. Il mio budget di 150€ è stato rispettato e sono stati tutti (chi più, chi meno) contenti.

Ecco alcuni esempi pratici dei miei regali:

Coupon per servizi fatti da me: molti dei miei parenti questo Natale si sono visti consegnare una busta colorata, e al suo interno un buono con scritto “questo biglietto è in realtà un coupon per…”

…e, a seconda della persona, 2 cene a casa mia, 3 torte, 2 cene da asporto, 2 sedute di trucco e parrucco per i matrimoni del 2016…

Kit pulizia fai da te: per i miei testimoni di nozze, invece, ho preferito preparare un pacchetto (ottenuto con borsette di carta riciclate) decorato con fettine di limone essiccate,  contenente 2oo ml di brillantante, 200g di detersivo in polvere per bucato, detergente multiuso all’aceto,

Cosmetici per la cura della persona e conserve: olio di cocco per barba e capelli, aceto alla mora, liquore alla liquirizia.

Ho praticamente speso solo per mio marito (al quale ho comprato attrezzatura per dipingere miniature, per la quale sbavava da tempo) e per i bambini che frequento, nipoti e non. (spendendo non più di 20 euro per ognuno).

Il resto dei 150€ sono stati spesi per bottiglie/contenitori e necessario per produrre i regali.

Devo dire che ho ricevuto un sacco di complimenti per le idee, ad indicare un esperimento ben riuscito, specialmente perchè chi ha ricevuto il buono ha scoperto che è stata un’idea non solo per me per risparmiare, ma anche per lui/lei, oltre al fatto di poter beneficiare di questo regalo per tutto l’anno.

Penso proprio che lo ripeterò i prossimi anni!

Immagine via Unsplash

 

Microfibra per il Viso

E’ risaputa la mia passione per le spugne in microfibra, perciò non mi sono fatta scappare l’opportunità di provare i prodotti di Longema. Ho acquistato infatti sia il panno per viso e collo che i panni struccanti per occhi della Linea Longé Fisio Soft.

 

I prodotti sono compatibili per la detergenza della pelle, sono quindi un prodotto cosmetico.

Riporto la descrizione sul sito:

Indicazioni e Caratteristiche
Gli struccanti Longé Fisio Soft sono realizzati in tessuto con microfibra a sezione radiale in grado di rimuovere efficacemente e delicatamente, anche con il solo utilizzo dell’ acqua, sporco e make-up (anche water-proof) da occhi e labbra.

Questo tessuto infatti trattiene nelle sue speciali fibre tutto ciò che ha asportato, rilasciandolo solo al momento del risciacquo.

Il tessuto con microfibra della Linea Longé Fisio Soft è sicuro e Dermo-Compatibile come dimostrano i test effettuati.
Sono lavabili e riutilizzabili e sono adatti a tutti i tipi di pelle.

Questo prodotto è buono per la pelle e buono per l’ambiente: eliminando l’uso di latte struccante e/o tonici e limitando quello di altri detergenti.


Consigli d’uso

Inumidire i pannetti struccanti con acqua tiepida, strizzarli e aggiungere eventualmente una goccia di detergente Longé Fisio per migliorare l’effetto struccante. Possono essere utilizzati su entrambi i lati.

Per struccare gli occhi
Passare i pannetti inumiditi con acqua sugli occhi chiusi con leggeri movimenti dall’alto verso il basso, valutando la reattività della propria pelle.
Non strofinare.
Risciacquare con acqua tiepida.
Si suggerisce l’utilizzo di due pannetti struccanti, uno per occhio.

Per struccare le labbra
Massaggiare le labbra con un pannetto inumidito con acqua, effettuando leggeri movimenti circolari, valutando la reattività della propria pelle.
Risciacquare con acqua tiepida.

Tutti i prodotti con microfibra della linea Longé Fisio Soft sono lavabili con acqua tiepida e saponetta e sono riutilizzabili. Possono essere lavati anche in lavatrice a 60°, senza mai usare additivi come ammorbidente o candeggina. Dopo l’uso lasciare asciugare.
Se usati correttamente 1 o 2 volte al dì, gli struccanti Longé Fisio Soft hanno una durata media di 4 mesi.
Test effettuati:

-Patch test

-Test ecotossicologici

Test di biocompatibilità

La mia personale opinione è che siano un’ottima alternativa ai dischetti di ovatta, perchè si possono lavare anche in lavatrice e riutilizzare, inoltre sono efficaci veramente anche solo con acqua.

Mentre per il panno per la pulizia del viso e del collo mi sono trovata molto bene, con gli struccanti per occhi ho avuto qualche problema perchè ho una pelle del controno occhi molto sensibile che non tollera queste sollecitazioni, soprattutto per riuscire a togliere tutto il makeup.

Li consiglio per i viaggi, perchè si evita di portare via quantità industriali di struccatori e dischetti, mentre questi passano la dogana senza dover essere imbustati ed una volta arrivati è più che sufficiente una saponetta per pulirli dopo l’uso!

Addio odore di sudore dalle maglie…per sempre!

ATTENZIONE: per questo argomento ho pubblicato un aggiornamento ecosotenibile ed economico.

Dopo alcune settimane dal mio matrimonio ho iniziato a lavare la biancheria mia e di mio marito alla solita maniera, ovvero dividendo colorati in cotone dai bianchi, e lavando i primi a 40°C e i secondi a 60°C, la lana e la seta a 30°C con il detersivo apposta per i delicati. Dopo qualche settimana mi sono accorta che:

  1. Nonostante fossero lavate, le maglie di mio marito al momento della stiraura ripresentavano il fastidioso odore di sudore sotto le ascelle, a differenza invece delle mie che erano perfette.
  2. Mio marito dopo qualche ora dall’utilizzo si trovava la maglia puzzolente, ma lui no!

La conclusione logica è che le maglie erano ormai state messe a lavare per un determinato periodo alla temperatura sbagliata e i batteri che causano il cattivo odore non erano mai stati veramente debellati.

Ecco alcuni consigli per togliere l’odore di sudore dalle maglie in modo definitivo. Questi sono da considerare come una soluzione d’urto, e dopo un periodo di 2-3 applicazioni e lavaggi si può tornare a lavare la biancheria come d’abitudine.

1) Prima di lavare la maglia utilizzare un po’ di smacchiatore oppure strofinare con il sapone di Marsiglia o con del sapone per bucato liquido o in polvere (come questo fatto in casa)

2) Utilizzare un programma di lavaggio che arrivi alla temperatura di 60°C e utilizzare come detersivo DEOX (funziona!). In caso ci fossero maglie scure e chiare da lavare assieme è consigliabile utilizzare un foglio cattura colore.

3) Se l’odore persiste dopo il primo lavaggio, spruzzare sotto l’ascella lo spray anti odore DEOX e lasciare agire qualche ora prima di mettere a lavare.

Dopo questo procedimento, applicato per circa 1 mese, la differenza si è notata notevolmente! Ho mantenuto però il lavaggio a 60°C per magliette della salute, canottiere e mutande, così sono sicura che i capi vengano puliti e senza odori sgradevoli.