Capsule Wardrobe – consapevolezza della Decision Fatigue

 

Questo non vuole essere un elenco degli indumenti da acquistare, ma una semplice guida al ragionamento da fare per ottenere un bellissimo armadio costituito di indumenti intramontabili e che stanno bene addosso: in gergo un capsule wardrobe.

Non vuole nemmeno essere un articolo di smart shopping: come ogni persona di umili origini, sono cresciuta nella ristrettezza economica, ho imparato da subito cos’è la frugalità, specialmente se stai ancora crescendo e quello che indossi ti sta bene qualche mese e poi addio (e passa alla sorella minore che il più delle volte odia quel capo). Stesso discorso per quando sei un po’ più cresciuta, e quello che guadagni viene speso per l’istruzione o per esperienze di vita, non vai certo a porti troppi problemi se una maglietta invece che 30 euro ne costa 5, e ti basta un outfit decente per gli esami orali.

Ciò che conta, soprattutto in una cultura dove è più importante curare l’aspetto che curare la personalità oppure l’animo gentile e la cultura, è avere i capi firmati come l’amichetta o la fashion blogger o l’attrice, o l’ultimo modello di telefono perchè altrimenti sei un poveraccio. Se da un lato in una determinata fase della vita questo comportamento è dovuto al desiderio di appartenenza ad un gruppo, non è certo da considerarsi la normalità o un atto dovuto.

Non indossi l’ultimo modello di scarpe di Gucci? cavolo, è un problema! Ma sai veramente di chi è il problema: solo tuo! E sai agli altri cosa interessa: niente! Vivono la loro vita più o meno serenamente come al solito!

Una volta cresciuti comincia l’epoca dei colloqui-collaborazioni lavorative. qui la prima impressione è determinante. io stessa mi trovo ad aver valutato le persone dalla loro presentazione e dal loro atteggiamento. Anche qui bisogna tener presente che, a meno che non lavoriate nel mondo della moda (senza banalizzare, Il Diavolo veste Prada ce lo insegna), ciò che ha importanza è la vostra professionalità e attitudine al lavoro, assieme alla capacità di lavorare in team, alla pulizia e ordine degli spazi di lavoro oltre che della persona.

Studi recenti dimostrano, inoltre, che persone che ricoprono ruoli importanti e di successo si presentano al lavoro e in pubblico con la stessa “divisa” (ad esempio Steve Jobs e il suo dolcevita nero, o Marc Zuckemberg con la sua maglietta grigia e jeans) perchè nella giornata devono prendere già abbastanza decisioni importanti ed avere un ulteriore variabile, ovvero quella degli abbinamenti nel vestire, aumenta lo stress della scelta: la cosiddetta decision fatigue.

Anche Obama indossa sempre un completo grigio o blu, e addirittura ammette di non voler decidere cosa mangiare perché ha “Già abbastanza decisioni da prendere durante il giorno.” (Vanity Fair Ottobre 2012).

Ecco perché crescendo ho acquistato maggiore consapevolezza ed ho capito cosa è veramente importante: la vita è troppo breve per perdere tempo in cose futili.

Preferisco fare una passeggiata con mio marito, coccolare la mia gatta e giocare con lei, chiamare mia mamma o mia sorella, mangiare un piatto di carbonara, occuparmi delle cose che mi rendono felice e non stressata.

Ecco quindi il mio modo di ragionare per semplificarmi la vita e le decisioni:

Ho osservato ciò che vegetava nel mio armadio o negli scatoloni del cambio stagionale, e ho ragionato seguendo le seguenti 7 categorie:

  • Upper body
  • Bottom
  • Soprabiti
  • Abiti
  • Accessori
  • Biancheria intima
  • Scarpe

Ed ecco di cosa è costituito il mio capsule wardrobe: le scelte sono compiute in maniera tale da poter essere utilizzato sia per i lavoro, che per il tempo libero che per gli eventi formali.

Categoria 1: Upper body

  • almeno 5-7 magliette a manica lunga e corta che stiano bene con
  • 2 cardigan (lunghi o corti è lo stesso) e
  • 2 maglioni
  • per l’abbigliamento formale: 3 bluse che stiano bene con 2 giacche e 1 paio di pantaloni eleganti (per eventi veramente formali, altrimenti va bene lo spezzato con i jeans o leggins)

Categoria 2: Bottom

  • 3 paia di jeans che stiano bene, il resto che si mette malvolentieri perchè vecchio-informe viene donato o gettato
  • 2 paia di pantaloni chiari
  • 2 paia di shorts
  • un paio di leggins che stanno bene con le maglie lunghe o con la giacca
  • gonne: una longuette nera, una grigia, altre 3 gonne fantasia (che diventeranno probabilmente 1 dopo l’estate)

Categoria 3: Soprabiti

  • un chido di pelle
  • cappottino rosso elegante
  • 1 cappotto invernale e uno da mezza stagione
  • 1 impermeabile
  • 1 k-way

Categoria 4: Abiti

  • nel mio caso sono tutti formali, ne ho 3 da matrimonio e 3 da serate con gli amici

Categoria 5: Accessori

  • Bigiotteria: solo quello vhe veramente uso: 3 orecchini e 2 collane
  • Gioielli: anche qui solo ciò che viene usato sul sero: 2 collane, 3 orecchini anelli, bracciale ed orologio sempre addosso
  • Sciarpe: 2 invernali, 2 mezza stagione, 3 foulard di seta o cotone/seta

Categoria 6: Biancheria intima

  • 4 canottiere bianche/nere e 2 fantasia
  • 2 canottiere di lana per il periodo freddo
  • 5 reggiseni di cui 2 color carne e uno a fascia
  • 7 paia di mutande in cotone invisibili
  • 2 paia di mutande comode
  • biancheria intmia sexy con moderazione
  • 2 pigiami invernali, 2 pimaverili e 3 estivi

Categoria 7: Scarpe

  • un paio di sneakers casual ma non troppo da teenager
  • un paio di decolltè chiuse
  • un paio di open toe
  • un paio di stivali con tacco in camoscio (eleganti)
  • 2 paia di ballerine (uno nero e uno colorato)
  • un paio di sandali casual
  • un paio di sandali eleganti
  • un paio di birkenstock per tutti i giorni
  • un paio di stivali di gomma per il giardino
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Shopping ban update – lista Shopping Autorizzato

la lista pubblicata a Settembre ormai è stata esaurita:

  • scarpe nere con tacco (per il matrimonio di Ottobre) – Settembre
  • Bite anti bruxismo – Settembre
  • nuovo paio di occhiali – Gennaio/Febbraio Aprile
  • Abbonamento in palestra – da definire  Iscrizione alla compagnia arcieri- Gennaio

ed è stata aggiunta  la seguente voce:

  • Rimpiazzare capi vecchi/di bassa qualità/ informi con meno capi e di qualità

Grazie al cambio stagionale ho avuto la possibilità di valutare seriamente la qualità dei miei capi: erano stati conservati dalla scorsa stagione, infatti, diverse magliette scolorite, pantaloni consumati e tessuti di scarsa qualità. Nel mio guardaroba-capsula ideale, di quelli che contengono solo cose che mi piacciono se apro l’armadio, non c’è spazio per questi capi.

Inoltre con l’avvento della bella stagione (che in questi giorni è un po’ scomparsa a causa del meteo pazzerello) sono riuscita a perdere 2 taglie sui fianchi, quindi per il principio “pochi ma buoni” ho rimpiazzato 4 paia di jeans ormai troppo larghi e consumati con 2 paia di jeans elasticizzati shaping H&M uno nero e l’altro verde militare (per un totale di circa 100€).

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Ultimamente al lavoro ho a che fare spesso con consulenti/avvocati, e la mia giacca nera Nuna Lie ormai era scolorita e informe. L’ho rimpiazzata con una giacca Sisley in un tessuto anti-stropiccio, leggermente più lunga e pratica sia per le gonne e gli abiti che per i pantaloni (circa 120€)

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Anche le mie scarpe hanno subito una sistemata: dopo ben 7 anni ho pensionato le mie scarpe da tutti i giorni diesel per un nuovo paio di sneakers Nero Giardini grigie, che stanno bene con tutto, veramente tutto. Inoltre ho la “fortuna” di indossare le scarpe di sicurezza al lavoro, quindi le mi scarpe da tutti i giorni durano veramente moltissimo tempo. (circa 120€)

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Stesso discorso vale anche per i sandali: mi hanno abbandonato le zeppe l’estate scorsa (facendomi fare pure un bello scivolone in centro, davanti a tutti!) ormai reduci di molte passeggiate, e sono state rimpiazzate con un paio di sandali con la suola in legno e le stringhe in cuoio bordeaux stile svedese. (circa 120€)

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Stessa procedura è capitata al guardaroba di Mr Nerd, non sono sopravvissute magliette della salute ormai bucate, nemmeno i jeans vecchi di 5 anni e le scarpe bucate sono state portate a risuolare, tutto rimpiazzato o riparato per una spesa di circa 60 €

Quindi la mia spesa in questi ultimi due mesi per quanto riguarda abbigliamento è stata di circa 400€, meno del 13% sul mio stipendio mensile. Non male per una novellina con i budget!

 

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Shopping Ban – 6 months update

Dopo 6 mesi (e mezzo quasi) dall’inizio dello Shopping Ban questi sono i miei traguardi:

  • Sono riuscita ad eliminare il 74% degli oggetti che possiedo per la pulizia e l’igiene personale (mio tallone d’Achille), nel dettaglio il 38% per la cura della persona e il 36% in lavanderia. Grazie al trasloco ho approfittato per regalare ciò che non uso e ciò che avere ormai passato la data di scadenza;
  • Rasoio di acciaio con lame sostituibili sia per me che per Mr. Nerd, eliminati tutti i rasoi usa e getta;
  • shampoo solido per me (sto ancora valutando la marca migliore, a breve farò una recensione);
  • eliminati i balsami e utilizzo di aceto di mele come condizionante;
  • spazzolini usa e getta sostituiti man mano con spazzolini dal manico fisso e con testina sostituibile (marca Monte Bianco) – si sa, per eliminare gli spazzolini usa e getta ci vorrà un po in quanto si cambiano “di standard” ogni 3 mesi, e poi in realtà passando ad una miglior vita, perchè li tengo e li utilizzo per le pulizie;
  • completa eliminazione di qualsiasi sapone per bucato, a parte quello per delicati alla spina. Ormai faccio da me il sapone in polvere con la mia ricetta super-collaudata

 

Per i vestiti, non ho acquistato nulla di nuovo e non entro in un centro commerciale da mesi.

Considerando il tutto riesco a risparmiare dai 500 agli 800 € al mese, un vero successo!!

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Simplicity – In difesa dei detergenti naturali

La cultura del giorno d’oggi, aiutata dalla pubblicità diseducativa e terrorizzante, crea falsi miti e nuove esigenze, tutto per autoalimentare il mercato.

Un esempio? la necessità di avere tutto disinfettato, anche le mani, nell’ambiente domestico e fuori casa. Ed ecco i disinfettanti portatili in gel, i prodotti per la pulizia della casa con agenti sbiancanti ed igienizzanti, presidi medici chirurgici per pulire il cibo, prodotti che necessitano l’uso di guanti per pulire fornelli, lavelli ed altre superfici, detergenti per WC che rendono le superfici sterili…

Una bugia ripetuta mille volte non diventa una verità.

Recenti studi, divulgati dalla brillante Julia Enders, dimostrano che la presenza di batteri buoni impedisce la presenza di batteri patogeni, inoltre la cooperazione tra questi buoni batteri permette di prevenire l’attacco di quelli patogeni e la loro espulsione (=difese immunitarie), senza farmaci! Questa quota di partecipanti buoni viene creata nel tempo, come una biblioteca composta solo di ottimi libri, o una selezionata cantina di vini pregiati. Questo avviene sia sulle nostre toilettes, ma anche sulla nostra pelle e nel nostro apparato digerente.

Ecco quindi che con un semplice colpo di spugna con candeggina, o di detergente igienizzante, si elimina tutta questa collezione, e si deve partire da capo, rischiando di lasciare posto a batteri patogeni, abituati naturalmente ad essere più aggressivi.

Io personalmente l’ho visto con l’incidenza delle infezioni vaginali. Oltre ad aver ridotto il consumo di assorbenti sbiancati, ho anche iniziato a smettere di utilizzare la candeggina o i detergenti in gel per il WC: basta cospargere un cucchiaio di bicarbonato e grattare con lo scopino tutta la ceramica, poi aggiungere aceto e lasciare agire. Risultato: WC brillante e senza odori, scopino disinfettato, nessun cattivo odore e riduzione delle infezioni.

Lo stesso discorso lo si può fare per la frutta e la verdura: se vengono acquistati ortaggi biologici o, meglio ancora, del proprio orto, non hanno bisogno di essere risciacquati con cloro attivo, liberato dalla candeggina o dai presidi medico chirurgici igienizzanti, ma è sufficiente acqua con bicarbonato per rimuovere il terriccio o la polvere, perchè sulla superficie contengono una piccola quota di batteri amici, che hanno permesso la crescita e lo sviluppo della pianta. Questi batteri amici, a contatto con noi ogni giorno, permettono al nostro corpo di combatterli in pochi e un po’ per volta, quindi ne usciamo vaccinati.

In un ambiente dedicato alla somministrazione di cibo al pubblico, ovviamente, bisogna seguire delle regole specifiche, e in particolare seguire il protocollo HACCP che prevede la sterilizzazione degli alimenti. In questo caso è d’obbligo adottare delle misure di pulizia e prevenzione più severe, e non come se fossimo a casa nostra, poichè il cibo che viene venduto e servito alla clientela non può avere una carica batterica tale da causare malessere, specialmente per quegli individui con un sistema immunitario indebolito.

Un altro caso particolare riguarrda le donne in stato interessante: se i test preliminari del sangue dimostrano l’assenza di immunoglobuline per il toxoplamsa, il consumo di vedura e frutta fresca è limitato, per il timore di poter contrarre questa malattia in gravidanza con conseguenti danni al feto.

Considerando i dati di questi ultimi anni, sempre meno done sono immunizzate contro il toxoplasma…forse anche perchè sono cresciute in un ambiente privo di germi? E la domanda che sorge spontanea è: ha senso essere igienizzati e protetti da tutto, rimanendo a nostra volta senza difese ed esposti ad ogni batterio?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Da quando ho smesso di lavare le verdure con i presidi medico chirurgici – deformazione professionale della mia precedente esperienza di cuoca- sia io che il sig. Nerd abbiamo smesso di avere allergie e raffreddori.

 

 

 

Come lavare i vetri ed essere felice

Sto riscoprendo la naturale utilità dell’aceto.

Ecco qualche esempio (ma in rete se ne trovano molti altri)

  • al posto del balsamo: aceto di mele 2 cucchiai, doluito in 1 litro di acqua con 1-2 gocce di olio essenziale. In questo modo riesco ad utilizzare meno balsamo perchè i capelli sono disciplinati, alterno 2 lavaggi con aceto e 1 con balsamo.
  • al posto dell’ammorbidente e dell’anticalcare: messo nella vaschetta dell’ammorbidente in lavatrice assieme a 4-5 gocce di olio essenziale, e accoppiato al mio detersivo per bucato in polvere, dona morbidezza ai capi dopo il lavaggio, e ha un’azione di naturale anticalcare sulla resistenza della lavatrice.
  • detergente multiuso per le superfici (non il marmo!): diluito con acqua e profumato con arancia (vedi ricetta), spruzzato su tutte le superfici disinfetta e dona lucentezza. Accoppiato al panno in microfibra a grana fina per i vetri aiuta a pulirli efficacemente senza aloni, anche se basterebbe solo acqua 🙂

A proposito di questo, ecco come lavare i vetri ed essere felice:

Munirsi di:

  • secchio con acqua tiepida (e aceto) con 3-4 gocce di olio essenziale
  • 1 panno in microfibra da immergere nel secchio + 1 da usare asciutto (organizzarsi a seconda di quanti vetri si devono pulire)
  • un secchio per raccogliere le microfibre usate.

Procedimento:

  1. inumidire la microfibra immergendola nell’acqua. Strizzare per eliminare l’acqua in eccesso
  2. passare su tutto il vetro con movimenti circolari, verticali opppure orizzontali, basta che sia tutto inumidito e lo sporco venga rimosso.
  3. per vetri molto sporchi ripetere questo step risciacquando la microfibra.
  4. passare con la microfibra asciutta la superficie in modo da asciugarla. Non occorre che lo sia completamente, piano piano le goccioline evaporeranno senza lasciare segni.

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Decluttering Update – Zero Waste Home

Dopo aver deciso di iniziare il mio anno di shopping ban e di iniziare a tracciare tutte le mie spese per riuscire a gestire la finanza tramite budget, ho steso una lista di tutto ciò che posseggo, dagli shampoo alle zucchine…ed è arrivata l’ora di aggiornarla.

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Dopo circa un’ora trascorsa con l’elenco alla mano, sono riuscita a compilare la mia checklist degli oggetti che posseggo in lavanderia e in bagno, e sono riuscita a diminuire di un 4% i prodotti della lavanderia (pulizie di casa e per il bucato), mentre per quanto riguarda i miei possedimenti in bagno sono scesa di un bel 9%.  Sebbene sia riuscita a scendere di un 13% si presentano  ancora all’appello:

-11 bottiglie di shampoo7

-7 bottiglie di balsamo e 1 maschera per capelli

-15 rasoi

e devo confessare che tutte quelle bottiglie occuperanno un sacco di spazio nei rifiuti anche da vuote…forse sono condizionata da Bea Johnson di Zero Waste Home, ma mi sto convincendo che non sia assolutamente giusto buttare nella spazzatura tutta quella plastica. Ovviamente verrà riciclata, ma vorrei orientarmi verso lo zero assoluto in termini di packaging.

Per spiegarmi meglio, ecco cosa si intende per Zero waste: semplificarsi la vita riducendo i rifiuti.

La filosofia di Zero Waste Home è fondata su 5 regole (5R):

  • Refuse what you do not need, ovvero rifiuta ciò che non è necessario. Già qui si apre un mondo dedicato a ciò che non occorre da mangiare, bere, vestirsi o utilizzare…rigiutare i volantini, le penne gadget (sono veramente gratis?)…
  • Reduce what you do need, riduci ciò che ti serve. Per evitare gli sprechi basta il necessario, e non si parla certo di necessario per sopravvivere, ma per vivere bene.
  • Reuse what you consume, riusa quello che consumi
  • Recycle what you cannot Refuse, ricicla quello che non puoi rifiutare
  • Rot (Compost) the rest, macera il resto.

Da questo punto di partenza mi viene voglia di provare il metodo no-poo, ovvero lavare i capelli con bicarbonato e aceto, oppure di utilizzare gli shampoo solidi di Chagrin Valley  Soap & Salve. Ma di questo ve ne parlerò alla fine del mio viaggio di decluttering degli shampoo, ovvero nel 2016…

 

Finanza personale e di casa – Strumenti

Voglio condividere con voi alcuni trucchi per gestire la filanza personale e di casa.

Il vecchio metodo carta, penna e calcolatrice ovviamente funziona ancora, e lo si può facilmente anche replicare con un foglio di calcolo elettronico, ma ho trovato alcuni interessanti strumenti che mi hanno aiutato in questo mesi da stagista sposata.

Kakeibo

Tradizionale agenda giapponese per l’economia domestica, è diventata nell’ultimo anno un fenomeno anche in Italia (perdendo però una “i” nel nome): si tratta di Kakebo, edito da Vallardi, che permette, giorno per giorno, settimana per settimana, e mese per mese, di analizzare le proprie spese per categorie e tipologie di acquisto.

Ne esiste anche una versione gratuita, che ho trovato sul sito Ordinata-mente, con le istruzioni precise per la compilazione e, a mio avviso, molto semplici da seguire.

E’ consigliatissimo per chi è preciso e costante nei suoi impegni, anche perchè le spese vanno annotate ogni giorno quando si torna a casa e si svuota il portafoglio dagli scontrini. Suggerisco di impostare una riutine che permetta di inserire le spese giornalmente, e che un giorno alla settimana si faccia il bilancio di com’è andata, con tutti i conti collegati.

Personalmente non mi sono trovata benissimo perchè, dopo l’entusiasmo dei primi mesi, mi sono fatta prendere dalla pigrizia e per alcune settimane mi sono dimenticata di aggiornarlo, di conseguenza il mucchio di scontrini relativo alle spese da trascrivere è aumentato a dismisura, assieme ai conti da fare, e ho definitivamente deciso di abbandonare questo sistema di gestione. Temo anche che lo stess dovuto al fatto che non riesco a percepire come stiano andando le mie spese sia stato un fattore di stress che non mi ha invogliata a sedermi e annotare ogni spesa. C’è anche da dire che ci sono persone che si rilassano con questi calcoli, io assolutamente no!

Per assurdo, nel periodo in cui non ho tracciato le spese ma ho solo collezionato scontrini ho risparmiato circa 500 euro a mese!

App per il telefono

Non sono una smartphone-addicted, e mi rendo conto che il panorama di App per chi possiede un sistema operativo iOS oppure Android è particolarmente florido. Da modesta utente Windows Phone mi sento di suggerire MoneyLover, che è disponibile per tutti i sistemi operativi.

Ho acquistato la versione premium per poter aggiungere gli eventi legati a determinate spese (ad esempio il matrimonio del 10 ottobre), oltre che alla possibilità di modificare le caregorie.

Con questo metodo mi trovo molto bene, perchè posso aggiungere le spese anche nell’esatto momento in cui acquisto qualcosa o mentre sono in attesa dal dentista…e posso vedere il netto delle entrate e delle spese con il bilancio aggiornato, oltre alle statistiche legate al mio trend di acquisti con l’opzione “vedi rapporto” dove posso vedere nel dettaglio gli acquisti per categorie. C’è la possibilità di impostare un budget (o stanziamento, parola ormai in disuso!), gestire diversi portafogli, etc…

 

Che si apprezzi la tradizione o la nuova tecnologia, è opinione comune che è importante tenere sotto controllo le spese personali perchè si riescono a gestire gli sprechi e le emorragie finanziarie!

 

 

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Decalogo per l’Organizzazione del Guardaroba

Ogni anno al cambio stagionale si presenta sempre la stessa domanda: come faccio a mettere via tutto?

Qualcosa è stato acquistato di nuovo, qualcosa è stato regalato, qualcosa non è stato mai messo…come fare?

In rete si trovano diversi consigli su come gestire l’armadio, e la vita, in modo più semplice. Ve ne illustro un paio prima di passare alle mie regole.

Non è stata lei l’ideatrice, ma di sil’Organizzazionecuro lo ha reso famoso. Si tratta di un metodo per capire quali sono i vestiti che non si utilizzano più grazie alla loro disposizione nell’armadio. Si appendono tutte le grucce al contrario, come illustrato nella foto sotto, e man mano che i vestiti si utilizzano, e vengono quindi rimossi e ri-appesi nell’armadio, il gancio dell’attaccapanni sarà messo in maniera opposta. Quindi si vedrà facilmente quali sono gli abiti utilizzati di più e quali di meno. Quelli che presentano le grucce ancora nella posizione iniziale sono abiti che si possono donare o eliminare.

  • Metodo delle 40 grucce (o 30, o guardaroba capsula)

Si utilizzano solo 40 grucce in totale nell’armadio, sulle quali vengono appesi i vari vestiti. In questo caso, a differenza del metodo precedente, si deve scegliere già cosa tenere e cosa no, quindi occorre avere già una visione totale dell’armadio. In questo modo si deve fare un bilancio di cosa si vuole tenere e cosa no, ma avendo a disposizione 40 grucce, non si possono tenere solo abiti eleganti o 40 paia di jeans! Occorre il giusto compromesso.

Ultimamente ho anche letto Il magico potere del riordino di Marie Kondo, ed è stato molto utile per definire il mio Decalogo per tenere in ordine il Guardaroba, sebbene ancora in fase di evoluzione:

  1. Se compri un capo di abbigliamento, deve essere di rimpiazzo ad almeno 1 capo dello stesso tipo. Nel mio caso specifico se è irrecuperabile anche dopo il rammendo.
  2. Aspetta prima di comprare, un periodo di pausa serve per vedere se veramente hai bisogno di quella cosa. Oppure prova a creare nuovi outfit con quello che già possiedi dando un’occhiata su pinterest.
  3. Immagina come vuoi la tua vita: solo T-shirt e pantaloni da yoga? Non penso proprio. Ma allo stesso tempo nemmeno solo minigonne e tacco 12!
  4. Non tenere vestiti di taglie più piccole rispetto ad ora, ok che possono essere uno stimolo a dimagrire, ma allora meglio tenerli in una scatola a parte e non nell’armadio, altrimenti è deprimente.
  5. Organizza i vari capi in base al colore, dai più chiari ai più scuri. Il cervello umano lo percepisce come ordine, e a differenza di quando i colori sono mescolati, non attira l’attenzione e richiede meno energia mentale per farlo abituare agli stimoli visivi.
  6. Organizza i capi in base al tipo, gonne con gonne, pantaloni con pantaloni.
  7. Cerca di appendere solo ciò che non può essere piegato, il resto può stare bene dentro un cassetto: qui Konmari ne sa!
  8. Prima di gettare qualcosa, cerca di rammendarlo e recuperarlo (vale per tutto ma non per i calzetti, nel mio caso!), e cerca di prevenire i danni, ad esempio andando dal calzolaio a fare manutenzione ai tacchi prima che si rompa il gommino.
  9. Acquista solo capi di qualità, non junk-clothes: questo non significa ricercare la griffe, ma saper scegliere il materiale giusto leggendo l’etichetta che riporta i materiali con cui è fatto.
  10. Possiedi di meno, vivi di più: meno lavatrici, meno stirare, meno confusione.

 

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Shopping Ban Project – 12 mesi senza acquistare niente di nuovo

Ultimamente ho notato che la frugalità, sebbene sia innata in noi italiani, considerando che i nostri nonni soffrivano la fame, è messa veramente alla prova dal consumismo del nuovo millennio: i saldi e le promozioni in ogni periodo invece di farci acquistare oggetti di cui abbiamo bisogno ci inducono ad acquistare oggetti di cui possiamo fare a meno, le maxi confezioni di cibo ci portano a mangiare di più e a diminuire drasticamente la qualità degli alimenti, sei una persona di successo solo se riesco ad acquistare l’ultimo modello di cellulare o tablet…e in questa trappola ci cadiamo tutti, io compresa, perchè siamo umani e influenzabili.

Shopping Ban

A seguito di letture su blog illuminanti (Blonde on a Budget, comparsa su Forbes, e Mr. Money Mustache, per citarne alcuni) e in concomitanza di spese importanti per la nuova casa in costruzione, ho iniziato a tenere d’occhio dove vanno le mie finanze (tracciare le spese) e da oggi anche un progetto di shopping ban, ovvero analizzare cosa compro distrattamente ed eliminarlo dalle mie abitudini compulsive.

Le regole sono semplici, non comprare nulla di nuovo per le seguenti categorie:

  • Shampoo o cosmetici o prodotti per la casa. Ho sempre paura di rimanere senza shampoo, balsamo, o che rimanga senza mio marito, oppure la casa! Ci tengo alla cura del mio corpo e dei miei capelli, per questo sono sempre alla ricerca del migliore shampoo, con gli ingredienti che non mi irritino la cute o senza siliconi, e quando lo trovo mi sento sempre in dovere di acquistarne una bella scorta! E dato che questa scorta ormai ce l’ho è il caso di fermarsi. Lo stesso vale per i prodotti per la casa, il progetto è di finire i prodotti attualmente in casa e acquistare ingredienti per produrre i miei detergenti. Inoltre un buon livello di igiene è garantito anche con agenti non tossici, come dimostrato nel nuovo libro di Giulia Enders.
  • Cibo fuori casa e spesa non programmata. Questo non significa non andare più a cena fuori, ma sicuramente evitare di spendere a pranzo dai 7 ai 9 euro, portandomi invece il pranzo pronto da casa. Fare una lista della spesa in base anche alle offerte dei 2-3 supermercati o discount vicino a casa aiuterà anche ad essere più ligia a questa regola evitando di essere colti dall’acquisto compulsivo in prossimità di cartelli appariscenti ad indicare le super offerte.
  • Libri. Sono una fortissima tentazione le librerie. Il 70% delle volte che sono andata a comprare un libro per un amico sono uscita anche con uno acquistato per me. Questo atteggiamento deve finire! E a questo proposito aggiungo anche finire di leggere i libri che ho in casa non letti, e rileggerne almeno uno. Inoltre passare serate a leggere invece di guardare la TV è un modo sicuramente migliore per occupare il tempo, oltre che per evitare di essere bombardati da spot pubblicitari.
  • Vestiti e accessori, a meno di spese progettate da tempo: ad esempio per un matrimonio. Evitare di andare a fare la spesa nei centri commerciali aiuta ad evitare le distrazioni dei negozi di vestiti che sono lì.
  • Candele, penne e cancelleria in generale. Ne posseggo già abbastanza e, ad esempio, le penne che non uso le posso regalare oppure portare al lavoro, dove le uso veramente!

In questo periodo devo essere ligia a questi divieti. E programmare gli acquisti necessari su una lista autorizzata, in modo da poter programmare un budget per potermeli permettere senza troppa sofferenza.

Per riflettere, un pario di citazioni significative:

n°1

Quando non si ha nulla, qualcosa di nuovo è speciale, mentre quando invece si ha tutto, una piccola privazione è un sacrificio.

n°2

Ci sono tre modi per risparmiare: spendere meno, lavorare di più, o desiderare di meno.

Vita Frugale

Parlando di alri blog che trattano l’argomento organizzazione in cucina, un’autorità in Italia è Pamela di Vita Frugale. Nel suo blog ci sono molte idee per organizzare i risparmi, le spese, le emergenze, per non parlare delle ricette favolose e frugali da mettere in piedi con un po’ di organizzazione e zero sprechi.

Ho trovato particolarmente illuminanti i post legati al risparmio anni ’40, come ad esempio il post risparmio in casa e bucato e riciclo vestiti, dal quale voglio condividere delle citazioni che Pamela ha a sua volta riportato:

“Lo spreco è consumo inutile”

“Tutto può essere utilizzato”

“Lo spreco non è segno di ricchezza ma di ignoranza e di trascuratezza”

“Ricuperare non è indice di povertà ma di saggezza”

Non c’è molto altro da dire se non di andare a leggere i post molto dettagliati e interessanti che sono sul sito, e comunque ho trovato uno spunto molto utile per rifare lo smacchiatore con le saponette che stanno finendo.

Alla prossima!

Stagista Sposata