Capsule Wardrobe – consapevolezza della Decision Fatigue

 

Questo non vuole essere un elenco degli indumenti da acquistare, ma una semplice guida al ragionamento da fare per ottenere un bellissimo armadio costituito di indumenti intramontabili e che stanno bene addosso: in gergo un capsule wardrobe.

Non vuole nemmeno essere un articolo di smart shopping: come ogni persona di umili origini, sono cresciuta nella ristrettezza economica, ho imparato da subito cos’è la frugalità, specialmente se stai ancora crescendo e quello che indossi ti sta bene qualche mese e poi addio (e passa alla sorella minore che il più delle volte odia quel capo). Stesso discorso per quando sei un po’ più cresciuta, e quello che guadagni viene speso per l’istruzione o per esperienze di vita, non vai certo a porti troppi problemi se una maglietta invece che 30 euro ne costa 5, e ti basta un outfit decente per gli esami orali.

Ciò che conta, soprattutto in una cultura dove è più importante curare l’aspetto che curare la personalità oppure l’animo gentile e la cultura, è avere i capi firmati come l’amichetta o la fashion blogger o l’attrice, o l’ultimo modello di telefono perchè altrimenti sei un poveraccio. Se da un lato in una determinata fase della vita questo comportamento è dovuto al desiderio di appartenenza ad un gruppo, non è certo da considerarsi la normalità o un atto dovuto.

Non indossi l’ultimo modello di scarpe di Gucci? cavolo, è un problema! Ma sai veramente di chi è il problema: solo tuo! E sai agli altri cosa interessa: niente! Vivono la loro vita più o meno serenamente come al solito!

Una volta cresciuti comincia l’epoca dei colloqui-collaborazioni lavorative. qui la prima impressione è determinante. io stessa mi trovo ad aver valutato le persone dalla loro presentazione e dal loro atteggiamento. Anche qui bisogna tener presente che, a meno che non lavoriate nel mondo della moda (senza banalizzare, Il Diavolo veste Prada ce lo insegna), ciò che ha importanza è la vostra professionalità e attitudine al lavoro, assieme alla capacità di lavorare in team, alla pulizia e ordine degli spazi di lavoro oltre che della persona.

Studi recenti dimostrano, inoltre, che persone che ricoprono ruoli importanti e di successo si presentano al lavoro e in pubblico con la stessa “divisa” (ad esempio Steve Jobs e il suo dolcevita nero, o Marc Zuckemberg con la sua maglietta grigia e jeans) perchè nella giornata devono prendere già abbastanza decisioni importanti ed avere un ulteriore variabile, ovvero quella degli abbinamenti nel vestire, aumenta lo stress della scelta: la cosiddetta decision fatigue.

Anche Obama indossa sempre un completo grigio o blu, e addirittura ammette di non voler decidere cosa mangiare perché ha “Già abbastanza decisioni da prendere durante il giorno.” (Vanity Fair Ottobre 2012).

Ecco perché crescendo ho acquistato maggiore consapevolezza ed ho capito cosa è veramente importante: la vita è troppo breve per perdere tempo in cose futili.

Preferisco fare una passeggiata con mio marito, coccolare la mia gatta e giocare con lei, chiamare mia mamma o mia sorella, mangiare un piatto di carbonara, occuparmi delle cose che mi rendono felice e non stressata.

Ecco quindi il mio modo di ragionare per semplificarmi la vita e le decisioni:

Ho osservato ciò che vegetava nel mio armadio o negli scatoloni del cambio stagionale, e ho ragionato seguendo le seguenti 7 categorie:

  • Upper body
  • Bottom
  • Soprabiti
  • Abiti
  • Accessori
  • Biancheria intima
  • Scarpe

Ed ecco di cosa è costituito il mio capsule wardrobe: le scelte sono compiute in maniera tale da poter essere utilizzato sia per i lavoro, che per il tempo libero che per gli eventi formali.

Categoria 1: Upper body

  • almeno 5-7 magliette a manica lunga e corta che stiano bene con
  • 2 cardigan (lunghi o corti è lo stesso) e
  • 2 maglioni
  • per l’abbigliamento formale: 3 bluse che stiano bene con 2 giacche e 1 paio di pantaloni eleganti (per eventi veramente formali, altrimenti va bene lo spezzato con i jeans o leggins)

Categoria 2: Bottom

  • 3 paia di jeans che stiano bene, il resto che si mette malvolentieri perchè vecchio-informe viene donato o gettato
  • 2 paia di pantaloni chiari
  • 2 paia di shorts
  • un paio di leggins che stanno bene con le maglie lunghe o con la giacca
  • gonne: una longuette nera, una grigia, altre 3 gonne fantasia (che diventeranno probabilmente 1 dopo l’estate)

Categoria 3: Soprabiti

  • un chido di pelle
  • cappottino rosso elegante
  • 1 cappotto invernale e uno da mezza stagione
  • 1 impermeabile
  • 1 k-way

Categoria 4: Abiti

  • nel mio caso sono tutti formali, ne ho 3 da matrimonio e 3 da serate con gli amici

Categoria 5: Accessori

  • Bigiotteria: solo quello vhe veramente uso: 3 orecchini e 2 collane
  • Gioielli: anche qui solo ciò che viene usato sul sero: 2 collane, 3 orecchini anelli, bracciale ed orologio sempre addosso
  • Sciarpe: 2 invernali, 2 mezza stagione, 3 foulard di seta o cotone/seta

Categoria 6: Biancheria intima

  • 4 canottiere bianche/nere e 2 fantasia
  • 2 canottiere di lana per il periodo freddo
  • 5 reggiseni di cui 2 color carne e uno a fascia
  • 7 paia di mutande in cotone invisibili
  • 2 paia di mutande comode
  • biancheria intmia sexy con moderazione
  • 2 pigiami invernali, 2 pimaverili e 3 estivi

Categoria 7: Scarpe

  • un paio di sneakers casual ma non troppo da teenager
  • un paio di decolltè chiuse
  • un paio di open toe
  • un paio di stivali con tacco in camoscio (eleganti)
  • 2 paia di ballerine (uno nero e uno colorato)
  • un paio di sandali casual
  • un paio di sandali eleganti
  • un paio di birkenstock per tutti i giorni
  • un paio di stivali di gomma per il giardino
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Shopping ban update – lista Shopping Autorizzato

la lista pubblicata a Settembre ormai è stata esaurita:

  • scarpe nere con tacco (per il matrimonio di Ottobre) – Settembre
  • Bite anti bruxismo – Settembre
  • nuovo paio di occhiali – Gennaio/Febbraio Aprile
  • Abbonamento in palestra – da definire  Iscrizione alla compagnia arcieri- Gennaio

ed è stata aggiunta  la seguente voce:

  • Rimpiazzare capi vecchi/di bassa qualità/ informi con meno capi e di qualità

Grazie al cambio stagionale ho avuto la possibilità di valutare seriamente la qualità dei miei capi: erano stati conservati dalla scorsa stagione, infatti, diverse magliette scolorite, pantaloni consumati e tessuti di scarsa qualità. Nel mio guardaroba-capsula ideale, di quelli che contengono solo cose che mi piacciono se apro l’armadio, non c’è spazio per questi capi.

Inoltre con l’avvento della bella stagione (che in questi giorni è un po’ scomparsa a causa del meteo pazzerello) sono riuscita a perdere 2 taglie sui fianchi, quindi per il principio “pochi ma buoni” ho rimpiazzato 4 paia di jeans ormai troppo larghi e consumati con 2 paia di jeans elasticizzati shaping H&M uno nero e l’altro verde militare (per un totale di circa 100€).

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Ultimamente al lavoro ho a che fare spesso con consulenti/avvocati, e la mia giacca nera Nuna Lie ormai era scolorita e informe. L’ho rimpiazzata con una giacca Sisley in un tessuto anti-stropiccio, leggermente più lunga e pratica sia per le gonne e gli abiti che per i pantaloni (circa 120€)

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Anche le mie scarpe hanno subito una sistemata: dopo ben 7 anni ho pensionato le mie scarpe da tutti i giorni diesel per un nuovo paio di sneakers Nero Giardini grigie, che stanno bene con tutto, veramente tutto. Inoltre ho la “fortuna” di indossare le scarpe di sicurezza al lavoro, quindi le mi scarpe da tutti i giorni durano veramente moltissimo tempo. (circa 120€)

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Stesso discorso vale anche per i sandali: mi hanno abbandonato le zeppe l’estate scorsa (facendomi fare pure un bello scivolone in centro, davanti a tutti!) ormai reduci di molte passeggiate, e sono state rimpiazzate con un paio di sandali con la suola in legno e le stringhe in cuoio bordeaux stile svedese. (circa 120€)

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Stessa procedura è capitata al guardaroba di Mr Nerd, non sono sopravvissute magliette della salute ormai bucate, nemmeno i jeans vecchi di 5 anni e le scarpe bucate sono state portate a risuolare, tutto rimpiazzato o riparato per una spesa di circa 60 €

Quindi la mia spesa in questi ultimi due mesi per quanto riguarda abbigliamento è stata di circa 400€, meno del 13% sul mio stipendio mensile. Non male per una novellina con i budget!

 

Immagine via Unsplash

Decluttering Update – Zero Waste Home

Dopo aver deciso di iniziare il mio anno di shopping ban e di iniziare a tracciare tutte le mie spese per riuscire a gestire la finanza tramite budget, ho steso una lista di tutto ciò che posseggo, dagli shampoo alle zucchine…ed è arrivata l’ora di aggiornarla.

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Dopo circa un’ora trascorsa con l’elenco alla mano, sono riuscita a compilare la mia checklist degli oggetti che posseggo in lavanderia e in bagno, e sono riuscita a diminuire di un 4% i prodotti della lavanderia (pulizie di casa e per il bucato), mentre per quanto riguarda i miei possedimenti in bagno sono scesa di un bel 9%.  Sebbene sia riuscita a scendere di un 13% si presentano  ancora all’appello:

-11 bottiglie di shampoo7

-7 bottiglie di balsamo e 1 maschera per capelli

-15 rasoi

e devo confessare che tutte quelle bottiglie occuperanno un sacco di spazio nei rifiuti anche da vuote…forse sono condizionata da Bea Johnson di Zero Waste Home, ma mi sto convincendo che non sia assolutamente giusto buttare nella spazzatura tutta quella plastica. Ovviamente verrà riciclata, ma vorrei orientarmi verso lo zero assoluto in termini di packaging.

Per spiegarmi meglio, ecco cosa si intende per Zero waste: semplificarsi la vita riducendo i rifiuti.

La filosofia di Zero Waste Home è fondata su 5 regole (5R):

  • Refuse what you do not need, ovvero rifiuta ciò che non è necessario. Già qui si apre un mondo dedicato a ciò che non occorre da mangiare, bere, vestirsi o utilizzare…rigiutare i volantini, le penne gadget (sono veramente gratis?)…
  • Reduce what you do need, riduci ciò che ti serve. Per evitare gli sprechi basta il necessario, e non si parla certo di necessario per sopravvivere, ma per vivere bene.
  • Reuse what you consume, riusa quello che consumi
  • Recycle what you cannot Refuse, ricicla quello che non puoi rifiutare
  • Rot (Compost) the rest, macera il resto.

Da questo punto di partenza mi viene voglia di provare il metodo no-poo, ovvero lavare i capelli con bicarbonato e aceto, oppure di utilizzare gli shampoo solidi di Chagrin Valley  Soap & Salve. Ma di questo ve ne parlerò alla fine del mio viaggio di decluttering degli shampoo, ovvero nel 2016…

 

Decalogo per l’Organizzazione del Guardaroba

Ogni anno al cambio stagionale si presenta sempre la stessa domanda: come faccio a mettere via tutto?

Qualcosa è stato acquistato di nuovo, qualcosa è stato regalato, qualcosa non è stato mai messo…come fare?

In rete si trovano diversi consigli su come gestire l’armadio, e la vita, in modo più semplice. Ve ne illustro un paio prima di passare alle mie regole.

Non è stata lei l’ideatrice, ma di sil’Organizzazionecuro lo ha reso famoso. Si tratta di un metodo per capire quali sono i vestiti che non si utilizzano più grazie alla loro disposizione nell’armadio. Si appendono tutte le grucce al contrario, come illustrato nella foto sotto, e man mano che i vestiti si utilizzano, e vengono quindi rimossi e ri-appesi nell’armadio, il gancio dell’attaccapanni sarà messo in maniera opposta. Quindi si vedrà facilmente quali sono gli abiti utilizzati di più e quali di meno. Quelli che presentano le grucce ancora nella posizione iniziale sono abiti che si possono donare o eliminare.

  • Metodo delle 40 grucce (o 30, o guardaroba capsula)

Si utilizzano solo 40 grucce in totale nell’armadio, sulle quali vengono appesi i vari vestiti. In questo caso, a differenza del metodo precedente, si deve scegliere già cosa tenere e cosa no, quindi occorre avere già una visione totale dell’armadio. In questo modo si deve fare un bilancio di cosa si vuole tenere e cosa no, ma avendo a disposizione 40 grucce, non si possono tenere solo abiti eleganti o 40 paia di jeans! Occorre il giusto compromesso.

Ultimamente ho anche letto Il magico potere del riordino di Marie Kondo, ed è stato molto utile per definire il mio Decalogo per tenere in ordine il Guardaroba, sebbene ancora in fase di evoluzione:

  1. Se compri un capo di abbigliamento, deve essere di rimpiazzo ad almeno 1 capo dello stesso tipo. Nel mio caso specifico se è irrecuperabile anche dopo il rammendo.
  2. Aspetta prima di comprare, un periodo di pausa serve per vedere se veramente hai bisogno di quella cosa. Oppure prova a creare nuovi outfit con quello che già possiedi dando un’occhiata su pinterest.
  3. Immagina come vuoi la tua vita: solo T-shirt e pantaloni da yoga? Non penso proprio. Ma allo stesso tempo nemmeno solo minigonne e tacco 12!
  4. Non tenere vestiti di taglie più piccole rispetto ad ora, ok che possono essere uno stimolo a dimagrire, ma allora meglio tenerli in una scatola a parte e non nell’armadio, altrimenti è deprimente.
  5. Organizza i vari capi in base al colore, dai più chiari ai più scuri. Il cervello umano lo percepisce come ordine, e a differenza di quando i colori sono mescolati, non attira l’attenzione e richiede meno energia mentale per farlo abituare agli stimoli visivi.
  6. Organizza i capi in base al tipo, gonne con gonne, pantaloni con pantaloni.
  7. Cerca di appendere solo ciò che non può essere piegato, il resto può stare bene dentro un cassetto: qui Konmari ne sa!
  8. Prima di gettare qualcosa, cerca di rammendarlo e recuperarlo (vale per tutto ma non per i calzetti, nel mio caso!), e cerca di prevenire i danni, ad esempio andando dal calzolaio a fare manutenzione ai tacchi prima che si rompa il gommino.
  9. Acquista solo capi di qualità, non junk-clothes: questo non significa ricercare la griffe, ma saper scegliere il materiale giusto leggendo l’etichetta che riporta i materiali con cui è fatto.
  10. Possiedi di meno, vivi di più: meno lavatrici, meno stirare, meno confusione.

 

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Ritrovare la Libertà con la Frugalità

Invece di pensare a quello che non si ha occorre cambiare punto di vista e apprezzare quello che si ha. Iniziare a fare il conto dei propri valori.

Questo non significa iniziare a collezionare cose. Viviamo in una società dove sei quello che possiedi, ogni cosa che acquisti è parte della tua personalità, ed è una scusa come un’altra per poi sfoggiare agli altri cosa si è. Una cultura, la nostra, basata sull’apparire e non sull’essere, dove è più importante essere sulla cresta dell’onda e possedere beni di lusso piuttosto che vivere una esperienza unica.

Questa mentalità è stata costruita in questi anni, non siamo sempre stati così. “Di sua natura l’essere umano è frugale”, come dice il professor Paolo Legrenzi intervistato il 25 ottobre a “Miracolo Italiano” su Radio2, che poi aggiunge che ci sono volute generazioni e il lavoro di migliaia di persone ingegnose per sconfiggere la frugalità. In Italia, infatti, non occorre risalire di molto l’albero genealogico per arrivare ad un antenato contadino, chi ha dovuto fare una vita frugale per anni. La sfida, vinta dopo poche generazioni, è stata quella di far cambiare questa mentalità alle persone una volta entrate in una società industriale.

E’ questo, la frugalità, un valore da riscoprire oggi, come una scelta e non come uno stato (la povertà) o come una condizione imposta (l’austerità).

“un aspetto della frugalità è non dipendere troppo dalle cose esterne a noi […] fare a meno delle cose per essere più liberi” – Paolo Legrenzi

e, citando il filosofo Henry David Thoreau, riportato a sua volta nel saggio Frugalità del prof. Legrenzi

[…] un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno.

Perché una abitazione diventi una casa ci si deve mettere il cuore. Mi sono trovata più volte a lamentarmi di dove vivo, della mancanza del giardino, della mancanza del garage, della muffa, del pavimento in ardesia in bagno, quando in realtà perdevo di vista una cosa fondamentale: è casa NOSTRA, mia e di mio marito.

Cominci allora ad accumulare DVD, quadri, foto, libri, oggetti che riempiono ancora di più le stanze e accumulano polvere su polvere.

Passavo le giornate a gestire tutte queste cose, e a pulire, piuttosto che parlare con mio marito, ascoltare un po’ di musica assieme a lui, o uscire a fare una passeggiata, vivere un’esperienza unica assieme: la vita. Si passano le settimane aspettando il week end e intanto tutto scorre, le occasioni sfumano e si pensa di essere infelici invece non si guarda ciò che invece si ha.

Ed ecco che da ragazza caotica e disordinata e piena di cose ho scoperto che il minimalismo e la frugalità solo la strada giusta. Ho iniziato dal mio armadio, ho ragionato con il metodo Konmari e ho eliminato granparte delle cose che non mi davano gioia. Le ho regalate tutte, ai miei parenti e alle mie amiche. Lo stesso processo lo sto affrontando con i libri che non leggo/non mi piacciono più. Molti di essi saranno regali di Natale, infatti.

La mia abitazione si sta svuotando di ciò che non è più mio, o che non lo è mai stato pienamente, e sta ridiventando casa mia.

Le cose non sono più al centro della mia vita: ci sono io, e allora finalmente sono felice.

Incominciamo dalla fine…

Giusto per capirci, sono una moglie under 30, sposata da aprile 2013 e stagista da 1 anno e mezzo presso varie tipologie di lavoro.

Quando ero a casa con i miei la vita era relativamente semplice: dovevo tenere in ordine la mia camera e i miei spazi (cosa che facevo molto pigramente), cucinare per la famiglia (soprattutto quando ero a casa per pause dai corsi universitari), e se mi andava tenere in ordine anche il resto della casa. Mia mamma non è stato un grande esempio di ordine e organizzazione per me, e lo ammetto man mano che passa il tempo, mentre mio papà, seppure più ordinato all’apparenza, non incarna certo il senso del pratico (ad esempio, le cose che si usano di più stanno sullo scaffale più alto o dietro ad altre 100 cose).

Quando sono stata studente fuori sede la vita è stata sì dura, ma allo stesso tempo per fare qualche pausa dallo studio come scusa c’è sempre stata quella di pulire/riordinare qualche angolo, per buona pace dei miei coinquilini. poi una volta tornata a casa la vita è ricominciata ad essere come sopra.

Dopo questa breve parentesi della mia vita passiamo al perchè ho iniziato a scrivere questo blog.

– Sono tre settimane che lavoro per una ditta di chimica, settore nel quale ho studiato e conseguito una laurea, e sono tre week end che combatto con 5 mesi di accumulo e caos in casa nostra, mia e di mio marito. Per non parlare del caos nella mia testa, che quello c’è da molto più tempo.

– Mio marito, sant’uomo, è molto più ordinato di me, ma assolutamente disorganizzato: tutte le riunioni o gli incontri o i compleanni o glieli ricordo io o lui fa certe figuracce… al contempo io, come detto sopra, sono piuttosto pigra e disordinata, ma sono organizzatissima, o almeno pensavo di esserlo! Questo blog mi aiuterà di sicuro a perfezionarmi e a mantenere le scadenze.

– Sono stata a casa molti mesi prima di essere una stagista. Mi sono serviti per capire che Non Sono Fatta Per Fare La Casalinga. Sarà che sono cresciuta con entrambe i genitori lavoratori, o perchè comunque dopo un po’ che non ho niente da fare mi annoio…insomma, non fa proprio per me. Molte persone sono come me e quindi cerchiamo di condividere le strategie e i trucchetti per riuscire a gestire la casa e la vita!

Condividerò quindi molte foto, molte idee per ordinare, pulire, gestire la casa e la vita, cercando di non scoraggiarsi troppo difronte alle difficoltà e alle precarietà della vita. In fondo, che stagista è quello che non sa adattarsi alle nuove difficoltà?

A presto!

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