Come lavare i vetri ed essere felice

Sto riscoprendo la naturale utilità dell’aceto.

Ecco qualche esempio (ma in rete se ne trovano molti altri)

  • al posto del balsamo: aceto di mele 2 cucchiai, doluito in 1 litro di acqua con 1-2 gocce di olio essenziale. In questo modo riesco ad utilizzare meno balsamo perchè i capelli sono disciplinati, alterno 2 lavaggi con aceto e 1 con balsamo.
  • al posto dell’ammorbidente e dell’anticalcare: messo nella vaschetta dell’ammorbidente in lavatrice assieme a 4-5 gocce di olio essenziale, e accoppiato al mio detersivo per bucato in polvere, dona morbidezza ai capi dopo il lavaggio, e ha un’azione di naturale anticalcare sulla resistenza della lavatrice.
  • detergente multiuso per le superfici (non il marmo!): diluito con acqua e profumato con arancia (vedi ricetta), spruzzato su tutte le superfici disinfetta e dona lucentezza. Accoppiato al panno in microfibra a grana fina per i vetri aiuta a pulirli efficacemente senza aloni, anche se basterebbe solo acqua 🙂

A proposito di questo, ecco come lavare i vetri ed essere felice:

Munirsi di:

  • secchio con acqua tiepida (e aceto) con 3-4 gocce di olio essenziale
  • 1 panno in microfibra da immergere nel secchio + 1 da usare asciutto (organizzarsi a seconda di quanti vetri si devono pulire)
  • un secchio per raccogliere le microfibre usate.

Procedimento:

  1. inumidire la microfibra immergendola nell’acqua. Strizzare per eliminare l’acqua in eccesso
  2. passare su tutto il vetro con movimenti circolari, verticali opppure orizzontali, basta che sia tutto inumidito e lo sporco venga rimosso.
  3. per vetri molto sporchi ripetere questo step risciacquando la microfibra.
  4. passare con la microfibra asciutta la superficie in modo da asciugarla. Non occorre che lo sia completamente, piano piano le goccioline evaporeranno senza lasciare segni.

Immagine via Unsplash

Microfibra per il Viso

E’ risaputa la mia passione per le spugne in microfibra, perciò non mi sono fatta scappare l’opportunità di provare i prodotti di Longema. Ho acquistato infatti sia il panno per viso e collo che i panni struccanti per occhi della Linea Longé Fisio Soft.

 

I prodotti sono compatibili per la detergenza della pelle, sono quindi un prodotto cosmetico.

Riporto la descrizione sul sito:

Indicazioni e Caratteristiche
Gli struccanti Longé Fisio Soft sono realizzati in tessuto con microfibra a sezione radiale in grado di rimuovere efficacemente e delicatamente, anche con il solo utilizzo dell’ acqua, sporco e make-up (anche water-proof) da occhi e labbra.

Questo tessuto infatti trattiene nelle sue speciali fibre tutto ciò che ha asportato, rilasciandolo solo al momento del risciacquo.

Il tessuto con microfibra della Linea Longé Fisio Soft è sicuro e Dermo-Compatibile come dimostrano i test effettuati.
Sono lavabili e riutilizzabili e sono adatti a tutti i tipi di pelle.

Questo prodotto è buono per la pelle e buono per l’ambiente: eliminando l’uso di latte struccante e/o tonici e limitando quello di altri detergenti.


Consigli d’uso

Inumidire i pannetti struccanti con acqua tiepida, strizzarli e aggiungere eventualmente una goccia di detergente Longé Fisio per migliorare l’effetto struccante. Possono essere utilizzati su entrambi i lati.

Per struccare gli occhi
Passare i pannetti inumiditi con acqua sugli occhi chiusi con leggeri movimenti dall’alto verso il basso, valutando la reattività della propria pelle.
Non strofinare.
Risciacquare con acqua tiepida.
Si suggerisce l’utilizzo di due pannetti struccanti, uno per occhio.

Per struccare le labbra
Massaggiare le labbra con un pannetto inumidito con acqua, effettuando leggeri movimenti circolari, valutando la reattività della propria pelle.
Risciacquare con acqua tiepida.

Tutti i prodotti con microfibra della linea Longé Fisio Soft sono lavabili con acqua tiepida e saponetta e sono riutilizzabili. Possono essere lavati anche in lavatrice a 60°, senza mai usare additivi come ammorbidente o candeggina. Dopo l’uso lasciare asciugare.
Se usati correttamente 1 o 2 volte al dì, gli struccanti Longé Fisio Soft hanno una durata media di 4 mesi.
Test effettuati:

-Patch test

-Test ecotossicologici

Test di biocompatibilità

La mia personale opinione è che siano un’ottima alternativa ai dischetti di ovatta, perchè si possono lavare anche in lavatrice e riutilizzare, inoltre sono efficaci veramente anche solo con acqua.

Mentre per il panno per la pulizia del viso e del collo mi sono trovata molto bene, con gli struccanti per occhi ho avuto qualche problema perchè ho una pelle del controno occhi molto sensibile che non tollera queste sollecitazioni, soprattutto per riuscire a togliere tutto il makeup.

Li consiglio per i viaggi, perchè si evita di portare via quantità industriali di struccatori e dischetti, mentre questi passano la dogana senza dover essere imbustati ed una volta arrivati è più che sufficiente una saponetta per pulirli dopo l’uso!

Lunga vita alla microfibra

La vita di una stagista sposata è dura. e per fortuna che a me le cose vanno meglio di come vanno a Leowin! Ma comunque è sempre difficile partire con una routine per le pulizie, si trova sempre altro di più interessante da fare. Navigando nel web cercando l’ispirazione mancante e consigli utili per tenere in ordine la casa, sono capitata sul blog di clean mama.

Lei stessa si presenta come una professionista del pulito, quindi ho pensato “quale migliore occasione per prendere spunto e capire come organizzarmi!”

Ho da subito preso visione della sua routine per le pulizie, del piano “31 giorni per pulire una casa” e ho trovato la sua lista dei prodotti preferiti per pulire. Ovviamente essendo americana molte delle cose che ci mostra non sono presenti sul nostro mercato, se non addirittura quasi tutti, ma la cosa che mi ha interessato di più e stato quando ho cliccato per capire come pulisce lei il pavimento: per riassumere, lei pulisce il pavimento con una soluzione di acqua e aceto con qualche goccia di olio essenziale, perchè trova essere il miglior modo per ottenere pulizia senza avere una strana pellicola sul pavimento; ma oltre a questo, ed ecco ciò che mi ha coplito nel profondo, il modo migliore per ottenere risultati è quello non di usare il mocio, ma di mettersi a carponi e passare con la microfibra il pavimento, on my hands and knees method, per l’appunto.

Breve stream-of-consciousness personale.

Appena entrata nella casa ancora da arredare la mia mente  euforica vagava cercando di trovare ogni arredamento possibile da associare ai muri facciavista della cucina, del salotto e della camera, accoppiati a soffitto con travi di legno naturale, pavimenti di marmo al piano terra e parquet naturale al piano notte, e rapita da queste visioni sono poi capitata in bagno: invece di accogliermi le solite piastrelle in ceramica che mi trovo? ardesia grezza sui toni dell’ azzurro e oro, con profili in acciaio. Bellissimo, no? Bellissimo…si, e da pulire, direte voi? Non altrettanto, dico io.

Dopo il primo approccio catastrofico data la presenza massiccia di polvere chiedo aiuto alla suocera (la mamma l’ho lasciata in pace, almeno questo cruccio gliel’ho levato) che mi dice, con tono perentorio “devi assolutamente lavare con straccio in cotone e spazzettone, niente mocio o microfibre Vileda che si rompono e ti lasciano tutti i pezzettini sulle superfici irregolari!”. Che avreste fatto voi, io per buona pace del parentado e per la mia completa inesperienza in campo ardesia ho applicato alla lettera gli insegnamenti della suocera. E così è stato per un mese, fino a quando una combinazione di curiosità innata, ricerca sperimentale di prove scientifiche e istinto di sopravvivenza della donna moderna che lava con il mocio il resto della casa hanno preso il sopravvento. Così, disobbedendo silenziosamente alla suocera, ho lavato la prima volta il bagno con il mocio.

Da qui scaturiscono diverse osservazioni:

1) il mocio non si è assolutamente rotto in mille pezzi. L’ardesia presenta delle irregolarità, ma non rilevantemente affilate da portare alla lacerazione di un mocio.

2) ne’ con il mocio che con lo spazzolone e lo straccio si ottiene un effetto soddisfacente: proprio per la superficie irregolare si creano delle zone in bassorilevo che non si riescono a pulire in nessun modo lavando in entrambe i modi.

3) lo spazzolone e lo straccio bagnano di più rispetto al mocio, che quindi riesco a passare due volte rispetto alla prima tecnica, anche perchè il bagno è piccolo, nel giro di 5 minuti è asciutto.

Capite bene che non tanto il metodo “acqua e aceto”, ma “hands and knees method” accoppiato alla microfibra mi interessò non poco!

Andata a recuperare le microfibre ancora nuove sotto al lavandino mi sono messa subito all’opera preparandomi un secchio con acqua e sapone, per vedere la validità del metodo. Sbalorditivo: oltre a riuscire a dosare l’umidità della microfibra in maniera eccezionale, la stessa, non rompendosi, riesce a catturare tutto lo sporco annidato nelle fughe e nei bassorilievi, e stando così vicina al pavimento riesco a vedere dove dover ripassare con una diversa angolazione!

Concludendo questa mia esposizione, posso affermare decisamente che questo metodo, per quanto non troppo moderno, è approvato per i bagni in ardesia.

Grazie e alla prossima!

Stagista Sposata