Shopping ban – 1 anno terminato

Un anno fa ho deciso di iniziare il mio Shopping Ban.

Com’è andata? Devo dire che l’esperienza è stata positiva e nel complesso mi reputo soddisfatta.

Cosa ho capito grazie a questo shopping ban:

  • le emergenze e le spese non previste sono sempre dietro l’angolo. Meglio far tesoro di queste esperienze e imparare a gestire meglio il denaro prima che il denaro gestisca te;
  • non serve un kit di sopravvivenza per ogni evenienza: se dovessi rompere un paio di jeans in maniera irrecuperabile, non è la fine del mondo e nemmeno tutti i negozi della terra chiuderanno, perciò calm down e take a deep breath.
  • frasi fatte da tenere a mente quando si fanno acquisti sugli indumenti: meglio la qualità che la quantità; considera almeno di utilizzarlo un numero di vole pari al suo valore in euro; non serve avere l’armadio di Enzo Miccio per stupire, basta un bel sorriso dato dalla sicurezza di sè e del proprio aspetto.

Traguardi personali che sono riuscita a raggiungere:

  • sono riuscita a pagare bolli per 2 automobili e assicurazione di una senza andare in bancarotta
  • abbiamo ospitato una ragazza inglese per 3 settimane senza chiederle nulla se non una mano in casa, senza andare in bancarotta
  • sono riuscita ad ottenere un bel guardaroba mettendo a budget circa 200€ al mese di shopping per me e il marito, e sono sicura che durerà un bel po di anni, e non sono andata in rosso
  • ho imparato a fare sapone e detergenti per la casa da sola, risparmiando circa 300€ quest’anno

Sono così felice di ciò che ho imparato che ho deciso di proseguire per un altro anno!

Propositi per il prossimo anno di Shopping ban

  • riuscire a risparmiare per due viaggi in Europa
  • mangiare meno carne e più legumi
  • riuscire a panificare con il lievito madre almeno una volta alla settimana
  • perfezionare il budget mensile (prossimamente su questi schermi)

Immagine via Unsplash

 

Capsule Wardrobe – consapevolezza della Decision Fatigue

 

Questo non vuole essere un elenco degli indumenti da acquistare, ma una semplice guida al ragionamento da fare per ottenere un bellissimo armadio costituito di indumenti intramontabili e che stanno bene addosso: in gergo un capsule wardrobe.

Non vuole nemmeno essere un articolo di smart shopping: come ogni persona di umili origini, sono cresciuta nella ristrettezza economica, ho imparato da subito cos’è la frugalità, specialmente se stai ancora crescendo e quello che indossi ti sta bene qualche mese e poi addio (e passa alla sorella minore che il più delle volte odia quel capo). Stesso discorso per quando sei un po’ più cresciuta, e quello che guadagni viene speso per l’istruzione o per esperienze di vita, non vai certo a porti troppi problemi se una maglietta invece che 30 euro ne costa 5, e ti basta un outfit decente per gli esami orali.

Ciò che conta, soprattutto in una cultura dove è più importante curare l’aspetto che curare la personalità oppure l’animo gentile e la cultura, è avere i capi firmati come l’amichetta o la fashion blogger o l’attrice, o l’ultimo modello di telefono perchè altrimenti sei un poveraccio. Se da un lato in una determinata fase della vita questo comportamento è dovuto al desiderio di appartenenza ad un gruppo, non è certo da considerarsi la normalità o un atto dovuto.

Non indossi l’ultimo modello di scarpe di Gucci? cavolo, è un problema! Ma sai veramente di chi è il problema: solo tuo! E sai agli altri cosa interessa: niente! Vivono la loro vita più o meno serenamente come al solito!

Una volta cresciuti comincia l’epoca dei colloqui-collaborazioni lavorative. qui la prima impressione è determinante. io stessa mi trovo ad aver valutato le persone dalla loro presentazione e dal loro atteggiamento. Anche qui bisogna tener presente che, a meno che non lavoriate nel mondo della moda (senza banalizzare, Il Diavolo veste Prada ce lo insegna), ciò che ha importanza è la vostra professionalità e attitudine al lavoro, assieme alla capacità di lavorare in team, alla pulizia e ordine degli spazi di lavoro oltre che della persona.

Studi recenti dimostrano, inoltre, che persone che ricoprono ruoli importanti e di successo si presentano al lavoro e in pubblico con la stessa “divisa” (ad esempio Steve Jobs e il suo dolcevita nero, o Marc Zuckemberg con la sua maglietta grigia e jeans) perchè nella giornata devono prendere già abbastanza decisioni importanti ed avere un ulteriore variabile, ovvero quella degli abbinamenti nel vestire, aumenta lo stress della scelta: la cosiddetta decision fatigue.

Anche Obama indossa sempre un completo grigio o blu, e addirittura ammette di non voler decidere cosa mangiare perché ha “Già abbastanza decisioni da prendere durante il giorno.” (Vanity Fair Ottobre 2012).

Ecco perché crescendo ho acquistato maggiore consapevolezza ed ho capito cosa è veramente importante: la vita è troppo breve per perdere tempo in cose futili.

Preferisco fare una passeggiata con mio marito, coccolare la mia gatta e giocare con lei, chiamare mia mamma o mia sorella, mangiare un piatto di carbonara, occuparmi delle cose che mi rendono felice e non stressata.

Ecco quindi il mio modo di ragionare per semplificarmi la vita e le decisioni:

Ho osservato ciò che vegetava nel mio armadio o negli scatoloni del cambio stagionale, e ho ragionato seguendo le seguenti 7 categorie:

  • Upper body
  • Bottom
  • Soprabiti
  • Abiti
  • Accessori
  • Biancheria intima
  • Scarpe

Ed ecco di cosa è costituito il mio capsule wardrobe: le scelte sono compiute in maniera tale da poter essere utilizzato sia per i lavoro, che per il tempo libero che per gli eventi formali.

Categoria 1: Upper body

  • almeno 5-7 magliette a manica lunga e corta che stiano bene con
  • 2 cardigan (lunghi o corti è lo stesso) e
  • 2 maglioni
  • per l’abbigliamento formale: 3 bluse che stiano bene con 2 giacche e 1 paio di pantaloni eleganti (per eventi veramente formali, altrimenti va bene lo spezzato con i jeans o leggins)

Categoria 2: Bottom

  • 3 paia di jeans che stiano bene, il resto che si mette malvolentieri perchè vecchio-informe viene donato o gettato
  • 2 paia di pantaloni chiari
  • 2 paia di shorts
  • un paio di leggins che stanno bene con le maglie lunghe o con la giacca
  • gonne: una longuette nera, una grigia, altre 3 gonne fantasia (che diventeranno probabilmente 1 dopo l’estate)

Categoria 3: Soprabiti

  • un chido di pelle
  • cappottino rosso elegante
  • 1 cappotto invernale e uno da mezza stagione
  • 1 impermeabile
  • 1 k-way

Categoria 4: Abiti

  • nel mio caso sono tutti formali, ne ho 3 da matrimonio e 3 da serate con gli amici

Categoria 5: Accessori

  • Bigiotteria: solo quello vhe veramente uso: 3 orecchini e 2 collane
  • Gioielli: anche qui solo ciò che viene usato sul sero: 2 collane, 3 orecchini anelli, bracciale ed orologio sempre addosso
  • Sciarpe: 2 invernali, 2 mezza stagione, 3 foulard di seta o cotone/seta

Categoria 6: Biancheria intima

  • 4 canottiere bianche/nere e 2 fantasia
  • 2 canottiere di lana per il periodo freddo
  • 5 reggiseni di cui 2 color carne e uno a fascia
  • 7 paia di mutande in cotone invisibili
  • 2 paia di mutande comode
  • biancheria intmia sexy con moderazione
  • 2 pigiami invernali, 2 pimaverili e 3 estivi

Categoria 7: Scarpe

  • un paio di sneakers casual ma non troppo da teenager
  • un paio di decolltè chiuse
  • un paio di open toe
  • un paio di stivali con tacco in camoscio (eleganti)
  • 2 paia di ballerine (uno nero e uno colorato)
  • un paio di sandali casual
  • un paio di sandali eleganti
  • un paio di birkenstock per tutti i giorni
  • un paio di stivali di gomma per il giardino
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