Riutilizzare gli scarti degli agrumi

Il dilemma avviene ogni volta che guardo la pattumiera per il compost: quanto ingombrano gli scarti di arancia, mandarino, limone! E che peccato dover buttare tutto quel profumo!

Ecco tre idee utili per riutilizzarle:

  1. Come purificatore dell’ambiente dopo aver cucinato. Mettere in un pentolino 2 o 3 metà di arance già spremute, 4-5 chiodi di garofano, 1 cucchiaino di cannella o di una spezia a scelta, acqua fino a coprire le arance. Portare a bollore e lasciare che il profumo invada la cucina.
  2. Per preparare l’aceto aromatizzato all’arancia. Seguendo questa semplice ricetta, preparare un vasetto pieno di bucce di arancia, riempire poi con l’aceto fino a coprire le bucce e lasciare a macerare per almeno 2 settimane. Dopodichè filtrare l’aceto dalle bucce ed utilizzare a piacimento puro o diluito.http://www.theshabbycreekcottage.com/2014/01/diy-orange-cleaner-recipe.html
  3. Per preparare l’essenza di arancio. Seguendo la ricetta di Lisa Casali, si utilizzano le bucce delle arance pelate, vengono distese su una gratella e lasciate essiccare all’aria per un paio di giorni.  Dopodichè si tritano finemente e si mettono dentro ad un vasetto ermetico, vengono coperte con l’alcol, si chiude il vasetto e si agita il tutto. Si lasciano a riposo per 3-4 giorni e successivamente si filtra il liquido rimettendolo nel vasetto, ma stavolta senza chiudere il coperchio, ma utilizzando una garza ed un elastico.  In questo modo evaporerà l’alcool e si otterrà l’olio essenziale. L’olio galleggerà nella soluzione mentre sul fondo ci sarà un piccolo strato di soluzione acquosa. Per recuperare l’olio sarà sufficiente versare in una boccettina di vetro scuro lo strato suoeriore, facendo attenzione a non versare invece la componente acquosa. Chiudere bene il vasetto e conservarlo in un luogo fresco e lontano da luce diretta.

Per avere questi scarti sempre a portata di mano senza che macerino è sufficiente conservare le bucce nel freezer. Io uso uno di quei sacchetti con la fascia sigillante, sono comodissimi!

Come unire due pezzi di sapone efficacemente

Condivido un suggerimento per chi, come me, preferisce usare la saponetta al sapone liquido. Quando il pezzo di sapone è ormai troppo piccolo e scivola dalle mani, lo si può attaccare ad una saponetta nuova nel seguente modo:

  1. Utilizzare la saponetta nuova almeno un paio di volte,
  2. Grattare con una forcina, uno stuzzicadento i con le unghie la superficie di entrambe i pezzi di sapone in modo da formare delle righe parallele e vicine. Si formeranno dei riccioli di sapone, fondamentali per l’incollaggio, quindi non vanno buttati!
  3. Aggiungere qualche goccia di acqua sui graffi del sapone e Incollare i due pezzi esercitando una leggera pressione.

Ed ecco fatto! Consiglio di farlo riposare una notte, altrimenti se viene utilizzato subito i due pezzi si potrebbero staccare.

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sapone fotografato da Bea Johnson

Decluttering Update – Zero Waste Home

Dopo aver deciso di iniziare il mio anno di shopping ban e di iniziare a tracciare tutte le mie spese per riuscire a gestire la finanza tramite budget, ho steso una lista di tutto ciò che posseggo, dagli shampoo alle zucchine…ed è arrivata l’ora di aggiornarla.

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Dopo circa un’ora trascorsa con l’elenco alla mano, sono riuscita a compilare la mia checklist degli oggetti che posseggo in lavanderia e in bagno, e sono riuscita a diminuire di un 4% i prodotti della lavanderia (pulizie di casa e per il bucato), mentre per quanto riguarda i miei possedimenti in bagno sono scesa di un bel 9%.  Sebbene sia riuscita a scendere di un 13% si presentano  ancora all’appello:

-11 bottiglie di shampoo7

-7 bottiglie di balsamo e 1 maschera per capelli

-15 rasoi

e devo confessare che tutte quelle bottiglie occuperanno un sacco di spazio nei rifiuti anche da vuote…forse sono condizionata da Bea Johnson di Zero Waste Home, ma mi sto convincendo che non sia assolutamente giusto buttare nella spazzatura tutta quella plastica. Ovviamente verrà riciclata, ma vorrei orientarmi verso lo zero assoluto in termini di packaging.

Per spiegarmi meglio, ecco cosa si intende per Zero waste: semplificarsi la vita riducendo i rifiuti.

La filosofia di Zero Waste Home è fondata su 5 regole (5R):

  • Refuse what you do not need, ovvero rifiuta ciò che non è necessario. Già qui si apre un mondo dedicato a ciò che non occorre da mangiare, bere, vestirsi o utilizzare…rigiutare i volantini, le penne gadget (sono veramente gratis?)…
  • Reduce what you do need, riduci ciò che ti serve. Per evitare gli sprechi basta il necessario, e non si parla certo di necessario per sopravvivere, ma per vivere bene.
  • Reuse what you consume, riusa quello che consumi
  • Recycle what you cannot Refuse, ricicla quello che non puoi rifiutare
  • Rot (Compost) the rest, macera il resto.

Da questo punto di partenza mi viene voglia di provare il metodo no-poo, ovvero lavare i capelli con bicarbonato e aceto, oppure di utilizzare gli shampoo solidi di Chagrin Valley  Soap & Salve. Ma di questo ve ne parlerò alla fine del mio viaggio di decluttering degli shampoo, ovvero nel 2016…

 

Finanza personale e di casa – Strumenti

Voglio condividere con voi alcuni trucchi per gestire la filanza personale e di casa.

Il vecchio metodo carta, penna e calcolatrice ovviamente funziona ancora, e lo si può facilmente anche replicare con un foglio di calcolo elettronico, ma ho trovato alcuni interessanti strumenti che mi hanno aiutato in questo mesi da stagista sposata.

Kakeibo

Tradizionale agenda giapponese per l’economia domestica, è diventata nell’ultimo anno un fenomeno anche in Italia (perdendo però una “i” nel nome): si tratta di Kakebo, edito da Vallardi, che permette, giorno per giorno, settimana per settimana, e mese per mese, di analizzare le proprie spese per categorie e tipologie di acquisto.

Ne esiste anche una versione gratuita, che ho trovato sul sito Ordinata-mente, con le istruzioni precise per la compilazione e, a mio avviso, molto semplici da seguire.

E’ consigliatissimo per chi è preciso e costante nei suoi impegni, anche perchè le spese vanno annotate ogni giorno quando si torna a casa e si svuota il portafoglio dagli scontrini. Suggerisco di impostare una riutine che permetta di inserire le spese giornalmente, e che un giorno alla settimana si faccia il bilancio di com’è andata, con tutti i conti collegati.

Personalmente non mi sono trovata benissimo perchè, dopo l’entusiasmo dei primi mesi, mi sono fatta prendere dalla pigrizia e per alcune settimane mi sono dimenticata di aggiornarlo, di conseguenza il mucchio di scontrini relativo alle spese da trascrivere è aumentato a dismisura, assieme ai conti da fare, e ho definitivamente deciso di abbandonare questo sistema di gestione. Temo anche che lo stess dovuto al fatto che non riesco a percepire come stiano andando le mie spese sia stato un fattore di stress che non mi ha invogliata a sedermi e annotare ogni spesa. C’è anche da dire che ci sono persone che si rilassano con questi calcoli, io assolutamente no!

Per assurdo, nel periodo in cui non ho tracciato le spese ma ho solo collezionato scontrini ho risparmiato circa 500 euro a mese!

App per il telefono

Non sono una smartphone-addicted, e mi rendo conto che il panorama di App per chi possiede un sistema operativo iOS oppure Android è particolarmente florido. Da modesta utente Windows Phone mi sento di suggerire MoneyLover, che è disponibile per tutti i sistemi operativi.

Ho acquistato la versione premium per poter aggiungere gli eventi legati a determinate spese (ad esempio il matrimonio del 10 ottobre), oltre che alla possibilità di modificare le caregorie.

Con questo metodo mi trovo molto bene, perchè posso aggiungere le spese anche nell’esatto momento in cui acquisto qualcosa o mentre sono in attesa dal dentista…e posso vedere il netto delle entrate e delle spese con il bilancio aggiornato, oltre alle statistiche legate al mio trend di acquisti con l’opzione “vedi rapporto” dove posso vedere nel dettaglio gli acquisti per categorie. C’è la possibilità di impostare un budget (o stanziamento, parola ormai in disuso!), gestire diversi portafogli, etc…

 

Che si apprezzi la tradizione o la nuova tecnologia, è opinione comune che è importante tenere sotto controllo le spese personali perchè si riescono a gestire gli sprechi e le emorragie finanziarie!

 

 

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Shopping ban – update primo mese

Ecco dopo più di un mese dall’inizio dello Shopping Ban il mio primo aggiornamento!

  • sono riuscita a contenere le spese dei generi alimentari: da 700 euro circa sono diventati 562 euro. Nonostante sia andata a fare la spesa comprando solo le cose in offerta e nei discount ho comunque mantenuto una dieta sana ed equilibrata.
  • sono riuscita a risparmiare sul carburante : motore diesel mantenuto sotto i 2000 giri, 33 litri per circa 500 km. Guida più rilassata e meno scattosa, impiegando esattamente lo stesso tempo per percorrere lo stesso tragitto!
  • ovviamente non ho comprato nulla che non fosse per sostituire ciò che si è rotto o consumato (una padella che ha perso l’antiaderente sostituita con una lionese), ne’ per la casa ne’ per l’abbigliamento
  • non ho comprato detersivi!

Obiettivi per il prossimo mese di Shopping Ban:

  • stare sotto i 500 euro per i generi alimentari
  • mantenermi sopra i 400 km tra un rifornimento di carburante e l’altro (c’è da considerare che forse inizierò ad utilizzare il riscaldamento e quindi perderò sicuramente qualche km di autonomia)
  • risparmiare più di 500 euro di paga.

C’è ancora molto da fare, ma sono sicura che ce la farò!

Oggi sono passati 6 anni dalla mia laurea triennale…quanta strada ho fatto finora!

Shopping Ban – giorno 10

Ricapitolando, quali sono le regole del mio shoppin ban?

cosa posso comprare:

  • alimentari
  • vestiti (con la regola del one in-one out)
  • regali
  • utensili della cucina (sempre one in-one out)

Non posso comprare:

  • cosmetici e detergenti per la persona/casa
  • vestiti per il gusto di comprarli
  • scarpe (come sopra, a meno che che non possano essere riparate o che abbiano i buchi)
  • libri e giornali, cancelleria
  • cibo take away che potrei cucinare, spese non programmate

Ed ecco l’aggiornamento sulla mia lista.

  • scarpe nere con tacco (per il matrimonio di Ottobre) – Settembre
  • Bite anti bruxismo – Settembre
  • nuovo paio di occhiali – Gennaio/Febbraio
  • Abbonamento in palestra – da definire

Ho acquistato le scarpe per il matrimonio, con un buono sconto del 20%, inoltre ho pensionato (leggasi “passate a miglior vita”) le francesine marroni che ormai perdevano le suole, con un altro paio bicolor, tutto per rispettare il principio one in-one out.

Ho anche acquistato finalmente il bite, il mio portafoglio non ringrazia, ma l’anno prossimo con la detrazione fiscale riuscirò a recuperarlo in parte come spesa medica.

Inoltre l’abbonamento in palestra sta diventando un corso di ballo, 12 lezioni a 110€, ma devo parlarne con il signor Nerd in cucina per capire se ce lo possiamo permettere.

 

Lista dello Shopping Autorizzato

Come già accennato nel precedente post, ho iniziato il mio progetto Shopping Ban. Di seguito riporto la lista delle spese che intendo sostenere nei prossimi mesi.

  • scarpe nere con tacco (per il matrimonio di Ottobre) – Settembre
  • Bite anti bruxismo – Settembre
  • nuovo paio di occhiali – Gennaio/Febbraio
  • Abbonamento in palestra – da definire

 

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Microfibra per il Viso

E’ risaputa la mia passione per le spugne in microfibra, perciò non mi sono fatta scappare l’opportunità di provare i prodotti di Longema. Ho acquistato infatti sia il panno per viso e collo che i panni struccanti per occhi della Linea Longé Fisio Soft.

 

I prodotti sono compatibili per la detergenza della pelle, sono quindi un prodotto cosmetico.

Riporto la descrizione sul sito:

Indicazioni e Caratteristiche
Gli struccanti Longé Fisio Soft sono realizzati in tessuto con microfibra a sezione radiale in grado di rimuovere efficacemente e delicatamente, anche con il solo utilizzo dell’ acqua, sporco e make-up (anche water-proof) da occhi e labbra.

Questo tessuto infatti trattiene nelle sue speciali fibre tutto ciò che ha asportato, rilasciandolo solo al momento del risciacquo.

Il tessuto con microfibra della Linea Longé Fisio Soft è sicuro e Dermo-Compatibile come dimostrano i test effettuati.
Sono lavabili e riutilizzabili e sono adatti a tutti i tipi di pelle.

Questo prodotto è buono per la pelle e buono per l’ambiente: eliminando l’uso di latte struccante e/o tonici e limitando quello di altri detergenti.


Consigli d’uso

Inumidire i pannetti struccanti con acqua tiepida, strizzarli e aggiungere eventualmente una goccia di detergente Longé Fisio per migliorare l’effetto struccante. Possono essere utilizzati su entrambi i lati.

Per struccare gli occhi
Passare i pannetti inumiditi con acqua sugli occhi chiusi con leggeri movimenti dall’alto verso il basso, valutando la reattività della propria pelle.
Non strofinare.
Risciacquare con acqua tiepida.
Si suggerisce l’utilizzo di due pannetti struccanti, uno per occhio.

Per struccare le labbra
Massaggiare le labbra con un pannetto inumidito con acqua, effettuando leggeri movimenti circolari, valutando la reattività della propria pelle.
Risciacquare con acqua tiepida.

Tutti i prodotti con microfibra della linea Longé Fisio Soft sono lavabili con acqua tiepida e saponetta e sono riutilizzabili. Possono essere lavati anche in lavatrice a 60°, senza mai usare additivi come ammorbidente o candeggina. Dopo l’uso lasciare asciugare.
Se usati correttamente 1 o 2 volte al dì, gli struccanti Longé Fisio Soft hanno una durata media di 4 mesi.
Test effettuati:

-Patch test

-Test ecotossicologici

Test di biocompatibilità

La mia personale opinione è che siano un’ottima alternativa ai dischetti di ovatta, perchè si possono lavare anche in lavatrice e riutilizzare, inoltre sono efficaci veramente anche solo con acqua.

Mentre per il panno per la pulizia del viso e del collo mi sono trovata molto bene, con gli struccanti per occhi ho avuto qualche problema perchè ho una pelle del controno occhi molto sensibile che non tollera queste sollecitazioni, soprattutto per riuscire a togliere tutto il makeup.

Li consiglio per i viaggi, perchè si evita di portare via quantità industriali di struccatori e dischetti, mentre questi passano la dogana senza dover essere imbustati ed una volta arrivati è più che sufficiente una saponetta per pulirli dopo l’uso!

Decalogo per l’Organizzazione del Guardaroba

Ogni anno al cambio stagionale si presenta sempre la stessa domanda: come faccio a mettere via tutto?

Qualcosa è stato acquistato di nuovo, qualcosa è stato regalato, qualcosa non è stato mai messo…come fare?

In rete si trovano diversi consigli su come gestire l’armadio, e la vita, in modo più semplice. Ve ne illustro un paio prima di passare alle mie regole.

Non è stata lei l’ideatrice, ma di sil’Organizzazionecuro lo ha reso famoso. Si tratta di un metodo per capire quali sono i vestiti che non si utilizzano più grazie alla loro disposizione nell’armadio. Si appendono tutte le grucce al contrario, come illustrato nella foto sotto, e man mano che i vestiti si utilizzano, e vengono quindi rimossi e ri-appesi nell’armadio, il gancio dell’attaccapanni sarà messo in maniera opposta. Quindi si vedrà facilmente quali sono gli abiti utilizzati di più e quali di meno. Quelli che presentano le grucce ancora nella posizione iniziale sono abiti che si possono donare o eliminare.

  • Metodo delle 40 grucce (o 30, o guardaroba capsula)

Si utilizzano solo 40 grucce in totale nell’armadio, sulle quali vengono appesi i vari vestiti. In questo caso, a differenza del metodo precedente, si deve scegliere già cosa tenere e cosa no, quindi occorre avere già una visione totale dell’armadio. In questo modo si deve fare un bilancio di cosa si vuole tenere e cosa no, ma avendo a disposizione 40 grucce, non si possono tenere solo abiti eleganti o 40 paia di jeans! Occorre il giusto compromesso.

Ultimamente ho anche letto Il magico potere del riordino di Marie Kondo, ed è stato molto utile per definire il mio Decalogo per tenere in ordine il Guardaroba, sebbene ancora in fase di evoluzione:

  1. Se compri un capo di abbigliamento, deve essere di rimpiazzo ad almeno 1 capo dello stesso tipo. Nel mio caso specifico se è irrecuperabile anche dopo il rammendo.
  2. Aspetta prima di comprare, un periodo di pausa serve per vedere se veramente hai bisogno di quella cosa. Oppure prova a creare nuovi outfit con quello che già possiedi dando un’occhiata su pinterest.
  3. Immagina come vuoi la tua vita: solo T-shirt e pantaloni da yoga? Non penso proprio. Ma allo stesso tempo nemmeno solo minigonne e tacco 12!
  4. Non tenere vestiti di taglie più piccole rispetto ad ora, ok che possono essere uno stimolo a dimagrire, ma allora meglio tenerli in una scatola a parte e non nell’armadio, altrimenti è deprimente.
  5. Organizza i vari capi in base al colore, dai più chiari ai più scuri. Il cervello umano lo percepisce come ordine, e a differenza di quando i colori sono mescolati, non attira l’attenzione e richiede meno energia mentale per farlo abituare agli stimoli visivi.
  6. Organizza i capi in base al tipo, gonne con gonne, pantaloni con pantaloni.
  7. Cerca di appendere solo ciò che non può essere piegato, il resto può stare bene dentro un cassetto: qui Konmari ne sa!
  8. Prima di gettare qualcosa, cerca di rammendarlo e recuperarlo (vale per tutto ma non per i calzetti, nel mio caso!), e cerca di prevenire i danni, ad esempio andando dal calzolaio a fare manutenzione ai tacchi prima che si rompa il gommino.
  9. Acquista solo capi di qualità, non junk-clothes: questo non significa ricercare la griffe, ma saper scegliere il materiale giusto leggendo l’etichetta che riporta i materiali con cui è fatto.
  10. Possiedi di meno, vivi di più: meno lavatrici, meno stirare, meno confusione.

 

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Sapone per lavatrice fatto in casa – Upgrade!

Dopo aver deciso di iniziare la shopping ban, ed aver censito tutti i prodotti per la pulizia che ho in casa, ho deciso che:

  • per il 2015 non devo più comprare sapone per bucato, ma consumare quello che ho in casa
  • preparare il sapone in polvere per il bucato, possibilmente borax free ed ecologico

Sapone borax free

Ecco quindi che la mia ricetta per il sapone viene migliorata  e rimpiazzata!

  • 1 cup sapone di Marsiglia ECOR frullato
  • 1 cup soda solvay
  • 1 cup bicarbonato
  • 1/2 cup sale fino
  • 1/4 cup acido citrico
  • 1/4 cup percarbonato

Questa ricetta contiene Percarbonato e Acido citrico, ed è stata ideata da me sbirciando qui e qui.

Dosi: ne bastano due cucchiai a carico pieno, io preferisco metterlo nell’ovetto, così si scioglie bene, evita di sporcarmi la vaschetta, e aumenta l’azione meccanica della lavatrice.

Nota: va conservato in contenitori con il tappo, tende a compattarsi! Io ho anche aggiunto una bustina di garza contenente del riso per assorbire l’umidità, ma vanno bene anche le bustine di gel di silice che si trovano nelle borse o nelle scarpe appena acquistate.

La formulazione l’ho testata sia su lenzuola lavate a 60°C che su cotone colorato a 40°C: il risultato è più che soddisfacente, capi puliti, morbidi e senza profumi.

Inoltre evito l’uso del perborato, che già durante la preparazione del sapone mi irritava le vie respiratorie.

 

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