Non avere paura di chiedere aiuto

In questi giorni ho aggiornato la grafica del sito, l’ho reso un po’ più di tendenza e ho aggiunto delle belle foto.

Questo processo aiuta a svuotare la mente e a capire cosa non va.

 

Negli ultimi mesi ho perso 6 kg grazie all’inappetenza primaverile/estiva e al fatto che forse nel mio corpo succedeva qualcosa. Ora questi chili persi cominciano a ritornare pian piano, come un boomerang, e dato che il mio motto è “Sono la manager di me stessa, assumo il controllo”, ho deciso che le cose devono cambiare.

Ho deciso che se voglio essere presa sul serio, devo prendermi sul serio per prima.

Mi sono sempre reputata una brava cuoca e ho cercato di essere sempre aggiornata sulle nuove teorie della nutrizione e dei pasti bilanciati, la nuova piramide alimentare, che non è più quella che ci insegnavano negli anni ’90, l’importanza della limitazione con la carne.

Da qui però ho capito che da sola non ce la posso fare. Il mio corpo mi sta inviando dei segnali che devo cogliere per capire cosa c’è che non va.

Per questo ho deciso di affidarmi ad una nutrizionista. Un nutrizionista può essere un laureato in medicina o un biologo, il quale esercita la professione solo dopo il superamento dell’esame di stato e l’iscrizione all’Albo. Il biologo nutrizionista (questo è il mio caso) è un professionista che è in grado di valutare i bisogni nutritivi ed energetici delle persone e può, quindi, prescrivere autonomamente le opportune diete (ma non può prescrivere farmaci).

 

Al momento sono alla seconda visita. Mi è stato effettuato il test della BIA , ho un piano alimentare per questo primo mese che prevede la limitazione di proteine animali, latticini e glutine.

Per il momento sto molto bene. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi.

 

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Shopping ban – 1 anno terminato

Un anno fa ho deciso di iniziare il mio Shopping Ban.

Com’è andata? Devo dire che l’esperienza è stata positiva e nel complesso mi reputo soddisfatta.

Cosa ho capito grazie a questo shopping ban:

  • le emergenze e le spese non previste sono sempre dietro l’angolo. Meglio far tesoro di queste esperienze e imparare a gestire meglio il denaro prima che il denaro gestisca te;
  • non serve un kit di sopravvivenza per ogni evenienza: se dovessi rompere un paio di jeans in maniera irrecuperabile, non è la fine del mondo e nemmeno tutti i negozi della terra chiuderanno, perciò calm down e take a deep breath.
  • frasi fatte da tenere a mente quando si fanno acquisti sugli indumenti: meglio la qualità che la quantità; considera almeno di utilizzarlo un numero di vole pari al suo valore in euro; non serve avere l’armadio di Enzo Miccio per stupire, basta un bel sorriso dato dalla sicurezza di sè e del proprio aspetto.

Traguardi personali che sono riuscita a raggiungere:

  • sono riuscita a pagare bolli per 2 automobili e assicurazione di una senza andare in bancarotta
  • abbiamo ospitato una ragazza inglese per 3 settimane senza chiederle nulla se non una mano in casa, senza andare in bancarotta
  • sono riuscita ad ottenere un bel guardaroba mettendo a budget circa 200€ al mese di shopping per me e il marito, e sono sicura che durerà un bel po di anni, e non sono andata in rosso
  • ho imparato a fare sapone e detergenti per la casa da sola, risparmiando circa 300€ quest’anno

Sono così felice di ciò che ho imparato che ho deciso di proseguire per un altro anno!

Propositi per il prossimo anno di Shopping ban

  • riuscire a risparmiare per due viaggi in Europa
  • mangiare meno carne e più legumi
  • riuscire a panificare con il lievito madre almeno una volta alla settimana
  • perfezionare il budget mensile (prossimamente su questi schermi)

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Simplicity – In difesa dei detergenti naturali

La cultura del giorno d’oggi, aiutata dalla pubblicità diseducativa e terrorizzante, crea falsi miti e nuove esigenze, tutto per autoalimentare il mercato.

Un esempio? la necessità di avere tutto disinfettato, anche le mani, nell’ambiente domestico e fuori casa. Ed ecco i disinfettanti portatili in gel, i prodotti per la pulizia della casa con agenti sbiancanti ed igienizzanti, presidi medici chirurgici per pulire il cibo, prodotti che necessitano l’uso di guanti per pulire fornelli, lavelli ed altre superfici, detergenti per WC che rendono le superfici sterili…

Una bugia ripetuta mille volte non diventa una verità.

Recenti studi, divulgati dalla brillante Julia Enders, dimostrano che la presenza di batteri buoni impedisce la presenza di batteri patogeni, inoltre la cooperazione tra questi buoni batteri permette di prevenire l’attacco di quelli patogeni e la loro espulsione (=difese immunitarie), senza farmaci! Questa quota di partecipanti buoni viene creata nel tempo, come una biblioteca composta solo di ottimi libri, o una selezionata cantina di vini pregiati. Questo avviene sia sulle nostre toilettes, ma anche sulla nostra pelle e nel nostro apparato digerente.

Ecco quindi che con un semplice colpo di spugna con candeggina, o di detergente igienizzante, si elimina tutta questa collezione, e si deve partire da capo, rischiando di lasciare posto a batteri patogeni, abituati naturalmente ad essere più aggressivi.

Io personalmente l’ho visto con l’incidenza delle infezioni vaginali. Oltre ad aver ridotto il consumo di assorbenti sbiancati, ho anche iniziato a smettere di utilizzare la candeggina o i detergenti in gel per il WC: basta cospargere un cucchiaio di bicarbonato e grattare con lo scopino tutta la ceramica, poi aggiungere aceto e lasciare agire. Risultato: WC brillante e senza odori, scopino disinfettato, nessun cattivo odore e riduzione delle infezioni.

Lo stesso discorso lo si può fare per la frutta e la verdura: se vengono acquistati ortaggi biologici o, meglio ancora, del proprio orto, non hanno bisogno di essere risciacquati con cloro attivo, liberato dalla candeggina o dai presidi medico chirurgici igienizzanti, ma è sufficiente acqua con bicarbonato per rimuovere il terriccio o la polvere, perchè sulla superficie contengono una piccola quota di batteri amici, che hanno permesso la crescita e lo sviluppo della pianta. Questi batteri amici, a contatto con noi ogni giorno, permettono al nostro corpo di combatterli in pochi e un po’ per volta, quindi ne usciamo vaccinati.

In un ambiente dedicato alla somministrazione di cibo al pubblico, ovviamente, bisogna seguire delle regole specifiche, e in particolare seguire il protocollo HACCP che prevede la sterilizzazione degli alimenti. In questo caso è d’obbligo adottare delle misure di pulizia e prevenzione più severe, e non come se fossimo a casa nostra, poichè il cibo che viene venduto e servito alla clientela non può avere una carica batterica tale da causare malessere, specialmente per quegli individui con un sistema immunitario indebolito.

Un altro caso particolare riguarrda le donne in stato interessante: se i test preliminari del sangue dimostrano l’assenza di immunoglobuline per il toxoplamsa, il consumo di vedura e frutta fresca è limitato, per il timore di poter contrarre questa malattia in gravidanza con conseguenti danni al feto.

Considerando i dati di questi ultimi anni, sempre meno done sono immunizzate contro il toxoplasma…forse anche perchè sono cresciute in un ambiente privo di germi? E la domanda che sorge spontanea è: ha senso essere igienizzati e protetti da tutto, rimanendo a nostra volta senza difese ed esposti ad ogni batterio?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Da quando ho smesso di lavare le verdure con i presidi medico chirurgici – deformazione professionale della mia precedente esperienza di cuoca- sia io che il sig. Nerd abbiamo smesso di avere allergie e raffreddori.

 

 

 

Natale 2015 – Zero Sprechi

Ad ottobre ho iniziato a fare brainstorming per i regali di Natale, conscia che tra lavoro, corsi, trasloco e famiglia non sarei riuscita a fare tutto partendo dai primi di dicembre.

Questo Natale è stato particolare: niente sprechi, ne’ di soldi ne’ per oggetti inutili. Il mio budget di 150€ è stato rispettato e sono stati tutti (chi più, chi meno) contenti.

Ecco alcuni esempi pratici dei miei regali:

Coupon per servizi fatti da me: molti dei miei parenti questo Natale si sono visti consegnare una busta colorata, e al suo interno un buono con scritto “questo biglietto è in realtà un coupon per…”

…e, a seconda della persona, 2 cene a casa mia, 3 torte, 2 cene da asporto, 2 sedute di trucco e parrucco per i matrimoni del 2016…

Kit pulizia fai da te: per i miei testimoni di nozze, invece, ho preferito preparare un pacchetto (ottenuto con borsette di carta riciclate) decorato con fettine di limone essiccate,  contenente 2oo ml di brillantante, 200g di detersivo in polvere per bucato, detergente multiuso all’aceto,

Cosmetici per la cura della persona e conserve: olio di cocco per barba e capelli, aceto alla mora, liquore alla liquirizia.

Ho praticamente speso solo per mio marito (al quale ho comprato attrezzatura per dipingere miniature, per la quale sbavava da tempo) e per i bambini che frequento, nipoti e non. (spendendo non più di 20 euro per ognuno).

Il resto dei 150€ sono stati spesi per bottiglie/contenitori e necessario per produrre i regali.

Devo dire che ho ricevuto un sacco di complimenti per le idee, ad indicare un esperimento ben riuscito, specialmente perchè chi ha ricevuto il buono ha scoperto che è stata un’idea non solo per me per risparmiare, ma anche per lui/lei, oltre al fatto di poter beneficiare di questo regalo per tutto l’anno.

Penso proprio che lo ripeterò i prossimi anni!

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Shopping ban – update primo mese

Ecco dopo più di un mese dall’inizio dello Shopping Ban il mio primo aggiornamento!

  • sono riuscita a contenere le spese dei generi alimentari: da 700 euro circa sono diventati 562 euro. Nonostante sia andata a fare la spesa comprando solo le cose in offerta e nei discount ho comunque mantenuto una dieta sana ed equilibrata.
  • sono riuscita a risparmiare sul carburante : motore diesel mantenuto sotto i 2000 giri, 33 litri per circa 500 km. Guida più rilassata e meno scattosa, impiegando esattamente lo stesso tempo per percorrere lo stesso tragitto!
  • ovviamente non ho comprato nulla che non fosse per sostituire ciò che si è rotto o consumato (una padella che ha perso l’antiaderente sostituita con una lionese), ne’ per la casa ne’ per l’abbigliamento
  • non ho comprato detersivi!

Obiettivi per il prossimo mese di Shopping Ban:

  • stare sotto i 500 euro per i generi alimentari
  • mantenermi sopra i 400 km tra un rifornimento di carburante e l’altro (c’è da considerare che forse inizierò ad utilizzare il riscaldamento e quindi perderò sicuramente qualche km di autonomia)
  • risparmiare più di 500 euro di paga.

C’è ancora molto da fare, ma sono sicura che ce la farò!

Oggi sono passati 6 anni dalla mia laurea triennale…quanta strada ho fatto finora!

Shopping Ban – giorno 10

Ricapitolando, quali sono le regole del mio shoppin ban?

cosa posso comprare:

  • alimentari
  • vestiti (con la regola del one in-one out)
  • regali
  • utensili della cucina (sempre one in-one out)

Non posso comprare:

  • cosmetici e detergenti per la persona/casa
  • vestiti per il gusto di comprarli
  • scarpe (come sopra, a meno che che non possano essere riparate o che abbiano i buchi)
  • libri e giornali, cancelleria
  • cibo take away che potrei cucinare, spese non programmate

Ed ecco l’aggiornamento sulla mia lista.

  • scarpe nere con tacco (per il matrimonio di Ottobre) – Settembre
  • Bite anti bruxismo – Settembre
  • nuovo paio di occhiali – Gennaio/Febbraio
  • Abbonamento in palestra – da definire

Ho acquistato le scarpe per il matrimonio, con un buono sconto del 20%, inoltre ho pensionato (leggasi “passate a miglior vita”) le francesine marroni che ormai perdevano le suole, con un altro paio bicolor, tutto per rispettare il principio one in-one out.

Ho anche acquistato finalmente il bite, il mio portafoglio non ringrazia, ma l’anno prossimo con la detrazione fiscale riuscirò a recuperarlo in parte come spesa medica.

Inoltre l’abbonamento in palestra sta diventando un corso di ballo, 12 lezioni a 110€, ma devo parlarne con il signor Nerd in cucina per capire se ce lo possiamo permettere.

 

Lista dello Shopping Autorizzato

Come già accennato nel precedente post, ho iniziato il mio progetto Shopping Ban. Di seguito riporto la lista delle spese che intendo sostenere nei prossimi mesi.

  • scarpe nere con tacco (per il matrimonio di Ottobre) – Settembre
  • Bite anti bruxismo – Settembre
  • nuovo paio di occhiali – Gennaio/Febbraio
  • Abbonamento in palestra – da definire

 

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Decalogo per l’Organizzazione del Guardaroba

Ogni anno al cambio stagionale si presenta sempre la stessa domanda: come faccio a mettere via tutto?

Qualcosa è stato acquistato di nuovo, qualcosa è stato regalato, qualcosa non è stato mai messo…come fare?

In rete si trovano diversi consigli su come gestire l’armadio, e la vita, in modo più semplice. Ve ne illustro un paio prima di passare alle mie regole.

Non è stata lei l’ideatrice, ma di sil’Organizzazionecuro lo ha reso famoso. Si tratta di un metodo per capire quali sono i vestiti che non si utilizzano più grazie alla loro disposizione nell’armadio. Si appendono tutte le grucce al contrario, come illustrato nella foto sotto, e man mano che i vestiti si utilizzano, e vengono quindi rimossi e ri-appesi nell’armadio, il gancio dell’attaccapanni sarà messo in maniera opposta. Quindi si vedrà facilmente quali sono gli abiti utilizzati di più e quali di meno. Quelli che presentano le grucce ancora nella posizione iniziale sono abiti che si possono donare o eliminare.

  • Metodo delle 40 grucce (o 30, o guardaroba capsula)

Si utilizzano solo 40 grucce in totale nell’armadio, sulle quali vengono appesi i vari vestiti. In questo caso, a differenza del metodo precedente, si deve scegliere già cosa tenere e cosa no, quindi occorre avere già una visione totale dell’armadio. In questo modo si deve fare un bilancio di cosa si vuole tenere e cosa no, ma avendo a disposizione 40 grucce, non si possono tenere solo abiti eleganti o 40 paia di jeans! Occorre il giusto compromesso.

Ultimamente ho anche letto Il magico potere del riordino di Marie Kondo, ed è stato molto utile per definire il mio Decalogo per tenere in ordine il Guardaroba, sebbene ancora in fase di evoluzione:

  1. Se compri un capo di abbigliamento, deve essere di rimpiazzo ad almeno 1 capo dello stesso tipo. Nel mio caso specifico se è irrecuperabile anche dopo il rammendo.
  2. Aspetta prima di comprare, un periodo di pausa serve per vedere se veramente hai bisogno di quella cosa. Oppure prova a creare nuovi outfit con quello che già possiedi dando un’occhiata su pinterest.
  3. Immagina come vuoi la tua vita: solo T-shirt e pantaloni da yoga? Non penso proprio. Ma allo stesso tempo nemmeno solo minigonne e tacco 12!
  4. Non tenere vestiti di taglie più piccole rispetto ad ora, ok che possono essere uno stimolo a dimagrire, ma allora meglio tenerli in una scatola a parte e non nell’armadio, altrimenti è deprimente.
  5. Organizza i vari capi in base al colore, dai più chiari ai più scuri. Il cervello umano lo percepisce come ordine, e a differenza di quando i colori sono mescolati, non attira l’attenzione e richiede meno energia mentale per farlo abituare agli stimoli visivi.
  6. Organizza i capi in base al tipo, gonne con gonne, pantaloni con pantaloni.
  7. Cerca di appendere solo ciò che non può essere piegato, il resto può stare bene dentro un cassetto: qui Konmari ne sa!
  8. Prima di gettare qualcosa, cerca di rammendarlo e recuperarlo (vale per tutto ma non per i calzetti, nel mio caso!), e cerca di prevenire i danni, ad esempio andando dal calzolaio a fare manutenzione ai tacchi prima che si rompa il gommino.
  9. Acquista solo capi di qualità, non junk-clothes: questo non significa ricercare la griffe, ma saper scegliere il materiale giusto leggendo l’etichetta che riporta i materiali con cui è fatto.
  10. Possiedi di meno, vivi di più: meno lavatrici, meno stirare, meno confusione.

 

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Shopping Ban Project – 12 mesi senza acquistare niente di nuovo

Ultimamente ho notato che la frugalità, sebbene sia innata in noi italiani, considerando che i nostri nonni soffrivano la fame, è messa veramente alla prova dal consumismo del nuovo millennio: i saldi e le promozioni in ogni periodo invece di farci acquistare oggetti di cui abbiamo bisogno ci inducono ad acquistare oggetti di cui possiamo fare a meno, le maxi confezioni di cibo ci portano a mangiare di più e a diminuire drasticamente la qualità degli alimenti, sei una persona di successo solo se riesco ad acquistare l’ultimo modello di cellulare o tablet…e in questa trappola ci cadiamo tutti, io compresa, perchè siamo umani e influenzabili.

Shopping Ban

A seguito di letture su blog illuminanti (Blonde on a Budget, comparsa su Forbes, e Mr. Money Mustache, per citarne alcuni) e in concomitanza di spese importanti per la nuova casa in costruzione, ho iniziato a tenere d’occhio dove vanno le mie finanze (tracciare le spese) e da oggi anche un progetto di shopping ban, ovvero analizzare cosa compro distrattamente ed eliminarlo dalle mie abitudini compulsive.

Le regole sono semplici, non comprare nulla di nuovo per le seguenti categorie:

  • Shampoo o cosmetici o prodotti per la casa. Ho sempre paura di rimanere senza shampoo, balsamo, o che rimanga senza mio marito, oppure la casa! Ci tengo alla cura del mio corpo e dei miei capelli, per questo sono sempre alla ricerca del migliore shampoo, con gli ingredienti che non mi irritino la cute o senza siliconi, e quando lo trovo mi sento sempre in dovere di acquistarne una bella scorta! E dato che questa scorta ormai ce l’ho è il caso di fermarsi. Lo stesso vale per i prodotti per la casa, il progetto è di finire i prodotti attualmente in casa e acquistare ingredienti per produrre i miei detergenti. Inoltre un buon livello di igiene è garantito anche con agenti non tossici, come dimostrato nel nuovo libro di Giulia Enders.
  • Cibo fuori casa e spesa non programmata. Questo non significa non andare più a cena fuori, ma sicuramente evitare di spendere a pranzo dai 7 ai 9 euro, portandomi invece il pranzo pronto da casa. Fare una lista della spesa in base anche alle offerte dei 2-3 supermercati o discount vicino a casa aiuterà anche ad essere più ligia a questa regola evitando di essere colti dall’acquisto compulsivo in prossimità di cartelli appariscenti ad indicare le super offerte.
  • Libri. Sono una fortissima tentazione le librerie. Il 70% delle volte che sono andata a comprare un libro per un amico sono uscita anche con uno acquistato per me. Questo atteggiamento deve finire! E a questo proposito aggiungo anche finire di leggere i libri che ho in casa non letti, e rileggerne almeno uno. Inoltre passare serate a leggere invece di guardare la TV è un modo sicuramente migliore per occupare il tempo, oltre che per evitare di essere bombardati da spot pubblicitari.
  • Vestiti e accessori, a meno di spese progettate da tempo: ad esempio per un matrimonio. Evitare di andare a fare la spesa nei centri commerciali aiuta ad evitare le distrazioni dei negozi di vestiti che sono lì.
  • Candele, penne e cancelleria in generale. Ne posseggo già abbastanza e, ad esempio, le penne che non uso le posso regalare oppure portare al lavoro, dove le uso veramente!

In questo periodo devo essere ligia a questi divieti. E programmare gli acquisti necessari su una lista autorizzata, in modo da poter programmare un budget per potermeli permettere senza troppa sofferenza.

Per riflettere, un pario di citazioni significative:

n°1

Quando non si ha nulla, qualcosa di nuovo è speciale, mentre quando invece si ha tutto, una piccola privazione è un sacrificio.

n°2

Ci sono tre modi per risparmiare: spendere meno, lavorare di più, o desiderare di meno.

Ritrovare la Libertà con la Frugalità

Invece di pensare a quello che non si ha occorre cambiare punto di vista e apprezzare quello che si ha. Iniziare a fare il conto dei propri valori.

Questo non significa iniziare a collezionare cose. Viviamo in una società dove sei quello che possiedi, ogni cosa che acquisti è parte della tua personalità, ed è una scusa come un’altra per poi sfoggiare agli altri cosa si è. Una cultura, la nostra, basata sull’apparire e non sull’essere, dove è più importante essere sulla cresta dell’onda e possedere beni di lusso piuttosto che vivere una esperienza unica.

Questa mentalità è stata costruita in questi anni, non siamo sempre stati così. “Di sua natura l’essere umano è frugale”, come dice il professor Paolo Legrenzi intervistato il 25 ottobre a “Miracolo Italiano” su Radio2, che poi aggiunge che ci sono volute generazioni e il lavoro di migliaia di persone ingegnose per sconfiggere la frugalità. In Italia, infatti, non occorre risalire di molto l’albero genealogico per arrivare ad un antenato contadino, chi ha dovuto fare una vita frugale per anni. La sfida, vinta dopo poche generazioni, è stata quella di far cambiare questa mentalità alle persone una volta entrate in una società industriale.

E’ questo, la frugalità, un valore da riscoprire oggi, come una scelta e non come uno stato (la povertà) o come una condizione imposta (l’austerità).

“un aspetto della frugalità è non dipendere troppo dalle cose esterne a noi […] fare a meno delle cose per essere più liberi” – Paolo Legrenzi

e, citando il filosofo Henry David Thoreau, riportato a sua volta nel saggio Frugalità del prof. Legrenzi

[…] un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno.

Perché una abitazione diventi una casa ci si deve mettere il cuore. Mi sono trovata più volte a lamentarmi di dove vivo, della mancanza del giardino, della mancanza del garage, della muffa, del pavimento in ardesia in bagno, quando in realtà perdevo di vista una cosa fondamentale: è casa NOSTRA, mia e di mio marito.

Cominci allora ad accumulare DVD, quadri, foto, libri, oggetti che riempiono ancora di più le stanze e accumulano polvere su polvere.

Passavo le giornate a gestire tutte queste cose, e a pulire, piuttosto che parlare con mio marito, ascoltare un po’ di musica assieme a lui, o uscire a fare una passeggiata, vivere un’esperienza unica assieme: la vita. Si passano le settimane aspettando il week end e intanto tutto scorre, le occasioni sfumano e si pensa di essere infelici invece non si guarda ciò che invece si ha.

Ed ecco che da ragazza caotica e disordinata e piena di cose ho scoperto che il minimalismo e la frugalità solo la strada giusta. Ho iniziato dal mio armadio, ho ragionato con il metodo Konmari e ho eliminato granparte delle cose che non mi davano gioia. Le ho regalate tutte, ai miei parenti e alle mie amiche. Lo stesso processo lo sto affrontando con i libri che non leggo/non mi piacciono più. Molti di essi saranno regali di Natale, infatti.

La mia abitazione si sta svuotando di ciò che non è più mio, o che non lo è mai stato pienamente, e sta ridiventando casa mia.

Le cose non sono più al centro della mia vita: ci sono io, e allora finalmente sono felice.