Addio odore di sudore dalle maglie…per sempre!

ATTENZIONE: per questo argomento ho pubblicato un aggiornamento ecosotenibile ed economico.

Dopo alcune settimane dal mio matrimonio ho iniziato a lavare la biancheria mia e di mio marito alla solita maniera, ovvero dividendo colorati in cotone dai bianchi, e lavando i primi a 40°C e i secondi a 60°C, la lana e la seta a 30°C con il detersivo apposta per i delicati. Dopo qualche settimana mi sono accorta che:

  1. Nonostante fossero lavate, le maglie di mio marito al momento della stiraura ripresentavano il fastidioso odore di sudore sotto le ascelle, a differenza invece delle mie che erano perfette.
  2. Mio marito dopo qualche ora dall’utilizzo si trovava la maglia puzzolente, ma lui no!

La conclusione logica è che le maglie erano ormai state messe a lavare per un determinato periodo alla temperatura sbagliata e i batteri che causano il cattivo odore non erano mai stati veramente debellati.

Ecco alcuni consigli per togliere l’odore di sudore dalle maglie in modo definitivo. Questi sono da considerare come una soluzione d’urto, e dopo un periodo di 2-3 applicazioni e lavaggi si può tornare a lavare la biancheria come d’abitudine.

1) Prima di lavare la maglia utilizzare un po’ di smacchiatore oppure strofinare con il sapone di Marsiglia o con del sapone per bucato liquido o in polvere (come questo fatto in casa)

2) Utilizzare un programma di lavaggio che arrivi alla temperatura di 60°C e utilizzare come detersivo DEOX (funziona!). In caso ci fossero maglie scure e chiare da lavare assieme è consigliabile utilizzare un foglio cattura colore.

3) Se l’odore persiste dopo il primo lavaggio, spruzzare sotto l’ascella lo spray anti odore DEOX e lasciare agire qualche ora prima di mettere a lavare.

Dopo questo procedimento, applicato per circa 1 mese, la differenza si è notata notevolmente! Ho mantenuto però il lavaggio a 60°C per magliette della salute, canottiere e mutande, così sono sicura che i capi vengano puliti e senza odori sgradevoli.

 

Ritrovare la Libertà con la Frugalità

Invece di pensare a quello che non si ha occorre cambiare punto di vista e apprezzare quello che si ha. Iniziare a fare il conto dei propri valori.

Questo non significa iniziare a collezionare cose. Viviamo in una società dove sei quello che possiedi, ogni cosa che acquisti è parte della tua personalità, ed è una scusa come un’altra per poi sfoggiare agli altri cosa si è. Una cultura, la nostra, basata sull’apparire e non sull’essere, dove è più importante essere sulla cresta dell’onda e possedere beni di lusso piuttosto che vivere una esperienza unica.

Questa mentalità è stata costruita in questi anni, non siamo sempre stati così. “Di sua natura l’essere umano è frugale”, come dice il professor Paolo Legrenzi intervistato il 25 ottobre a “Miracolo Italiano” su Radio2, che poi aggiunge che ci sono volute generazioni e il lavoro di migliaia di persone ingegnose per sconfiggere la frugalità. In Italia, infatti, non occorre risalire di molto l’albero genealogico per arrivare ad un antenato contadino, chi ha dovuto fare una vita frugale per anni. La sfida, vinta dopo poche generazioni, è stata quella di far cambiare questa mentalità alle persone una volta entrate in una società industriale.

E’ questo, la frugalità, un valore da riscoprire oggi, come una scelta e non come uno stato (la povertà) o come una condizione imposta (l’austerità).

“un aspetto della frugalità è non dipendere troppo dalle cose esterne a noi […] fare a meno delle cose per essere più liberi” – Paolo Legrenzi

e, citando il filosofo Henry David Thoreau, riportato a sua volta nel saggio Frugalità del prof. Legrenzi

[…] un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno.

Perché una abitazione diventi una casa ci si deve mettere il cuore. Mi sono trovata più volte a lamentarmi di dove vivo, della mancanza del giardino, della mancanza del garage, della muffa, del pavimento in ardesia in bagno, quando in realtà perdevo di vista una cosa fondamentale: è casa NOSTRA, mia e di mio marito.

Cominci allora ad accumulare DVD, quadri, foto, libri, oggetti che riempiono ancora di più le stanze e accumulano polvere su polvere.

Passavo le giornate a gestire tutte queste cose, e a pulire, piuttosto che parlare con mio marito, ascoltare un po’ di musica assieme a lui, o uscire a fare una passeggiata, vivere un’esperienza unica assieme: la vita. Si passano le settimane aspettando il week end e intanto tutto scorre, le occasioni sfumano e si pensa di essere infelici invece non si guarda ciò che invece si ha.

Ed ecco che da ragazza caotica e disordinata e piena di cose ho scoperto che il minimalismo e la frugalità solo la strada giusta. Ho iniziato dal mio armadio, ho ragionato con il metodo Konmari e ho eliminato granparte delle cose che non mi davano gioia. Le ho regalate tutte, ai miei parenti e alle mie amiche. Lo stesso processo lo sto affrontando con i libri che non leggo/non mi piacciono più. Molti di essi saranno regali di Natale, infatti.

La mia abitazione si sta svuotando di ciò che non è più mio, o che non lo è mai stato pienamente, e sta ridiventando casa mia.

Le cose non sono più al centro della mia vita: ci sono io, e allora finalmente sono felice.

Sapone per Bucato Fatto in Casa

Qual è uno dei modi per risparmiare? Fare da sè i prodotti per la casa.

Uno sei prodotti che mi trovo a comprare spesso (per via delle molte lavatrici) è il sapone per bucato. Ho trovato molti suggerimenti per farlo da sè, con quattro semplici ingredienti.

Ho preso spunto dalle ricette presenti in questi due siti, mom4real e OGTJ per le dosi. Ho utilizzato il metodo di misurazione in cups americana, dove:

1 cup = 250 ml

1/2 cup = 125 ml

1/3 cup = 80 ml

1/4 cup = 60 ml

Gli ingredienti usati sono i seguenti:

  • 1 saponetta di sapone di Marsiglia
  • 2 cups di perborato
  • 2 cups di soda Solvay
  • 3/4 cup di bicarbonato di sodio

Procedimento:

Si grattugia la saponetta per ridurre il sapone di Marsiglia in scaglie. Io ho usato una grattugia, ma si può usare anche un frullatore. Si procede ora in un luogo ben aerato e lontano da bambini o animali domestici. Sia il perborato che la soda Solvay sono caustici e irritanti, per cui occorre prendere le dovute precauzioni. Se si opera in un ambiente chiuso procurarsi una mascherina. Si pongono le scaglie in un vaso che andrà a contenere il sapone per bucato, oppure dentro un sacco resistente (dopo si dovrà agitare per mescolare!), e si aggiungono gli altri tre ingredienti con cautela per evitare la polvere, e si agita il tutto per amalgamare gli ingredienti.

Ed ecco il sapone è pronto all’utilizzo! Si mettono 2 cucchiai nella vaschetta e si fa partire il normale programma di lavaggio!

Si può usare anche per pretrattare le macchie, mescolando mezzo cucchiaio con 2 cucchiai di acqua tiepida, creando così una pasta. Sconsiglio però l’uso di candeggina nel lavaggio perchè si possono creare dei buchi.

Al posto del sapone si Marsiglia si può usare una saponetta qualsiasi, io ad esempio ho grattugiato una saponetta che ho trovato essere troppo aggressiva per la mia pelle, e ho ottenuto un sapone profumatissimo. Il profumo addirittura risulta essere più persistente.

Ho già dato una versione trial a mia mamma, e potrebbe essere un’idea regalo per Natale in questi tempi di crisi.