Lunga vita alla microfibra

La vita di una stagista sposata è dura. e per fortuna che a me le cose vanno meglio di come vanno a Leowin! Ma comunque è sempre difficile partire con una routine per le pulizie, si trova sempre altro di più interessante da fare. Navigando nel web cercando l’ispirazione mancante e consigli utili per tenere in ordine la casa, sono capitata sul blog di clean mama.

Lei stessa si presenta come una professionista del pulito, quindi ho pensato “quale migliore occasione per prendere spunto e capire come organizzarmi!”

Ho da subito preso visione della sua routine per le pulizie, del piano “31 giorni per pulire una casa” e ho trovato la sua lista dei prodotti preferiti per pulire. Ovviamente essendo americana molte delle cose che ci mostra non sono presenti sul nostro mercato, se non addirittura quasi tutti, ma la cosa che mi ha interessato di più e stato quando ho cliccato per capire come pulisce lei il pavimento: per riassumere, lei pulisce il pavimento con una soluzione di acqua e aceto con qualche goccia di olio essenziale, perchè trova essere il miglior modo per ottenere pulizia senza avere una strana pellicola sul pavimento; ma oltre a questo, ed ecco ciò che mi ha coplito nel profondo, il modo migliore per ottenere risultati è quello non di usare il mocio, ma di mettersi a carponi e passare con la microfibra il pavimento, on my hands and knees method, per l’appunto.

Breve stream-of-consciousness personale.

Appena entrata nella casa ancora da arredare la mia mente  euforica vagava cercando di trovare ogni arredamento possibile da associare ai muri facciavista della cucina, del salotto e della camera, accoppiati a soffitto con travi di legno naturale, pavimenti di marmo al piano terra e parquet naturale al piano notte, e rapita da queste visioni sono poi capitata in bagno: invece di accogliermi le solite piastrelle in ceramica che mi trovo? ardesia grezza sui toni dell’ azzurro e oro, con profili in acciaio. Bellissimo, no? Bellissimo…si, e da pulire, direte voi? Non altrettanto, dico io.

Dopo il primo approccio catastrofico data la presenza massiccia di polvere chiedo aiuto alla suocera (la mamma l’ho lasciata in pace, almeno questo cruccio gliel’ho levato) che mi dice, con tono perentorio “devi assolutamente lavare con straccio in cotone e spazzettone, niente mocio o microfibre Vileda che si rompono e ti lasciano tutti i pezzettini sulle superfici irregolari!”. Che avreste fatto voi, io per buona pace del parentado e per la mia completa inesperienza in campo ardesia ho applicato alla lettera gli insegnamenti della suocera. E così è stato per un mese, fino a quando una combinazione di curiosità innata, ricerca sperimentale di prove scientifiche e istinto di sopravvivenza della donna moderna che lava con il mocio il resto della casa hanno preso il sopravvento. Così, disobbedendo silenziosamente alla suocera, ho lavato la prima volta il bagno con il mocio.

Da qui scaturiscono diverse osservazioni:

1) il mocio non si è assolutamente rotto in mille pezzi. L’ardesia presenta delle irregolarità, ma non rilevantemente affilate da portare alla lacerazione di un mocio.

2) ne’ con il mocio che con lo spazzolone e lo straccio si ottiene un effetto soddisfacente: proprio per la superficie irregolare si creano delle zone in bassorilevo che non si riescono a pulire in nessun modo lavando in entrambe i modi.

3) lo spazzolone e lo straccio bagnano di più rispetto al mocio, che quindi riesco a passare due volte rispetto alla prima tecnica, anche perchè il bagno è piccolo, nel giro di 5 minuti è asciutto.

Capite bene che non tanto il metodo “acqua e aceto”, ma “hands and knees method” accoppiato alla microfibra mi interessò non poco!

Andata a recuperare le microfibre ancora nuove sotto al lavandino mi sono messa subito all’opera preparandomi un secchio con acqua e sapone, per vedere la validità del metodo. Sbalorditivo: oltre a riuscire a dosare l’umidità della microfibra in maniera eccezionale, la stessa, non rompendosi, riesce a catturare tutto lo sporco annidato nelle fughe e nei bassorilievi, e stando così vicina al pavimento riesco a vedere dove dover ripassare con una diversa angolazione!

Concludendo questa mia esposizione, posso affermare decisamente che questo metodo, per quanto non troppo moderno, è approvato per i bagni in ardesia.

Grazie e alla prossima!

Stagista Sposata

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Incominciamo dalla fine…

Giusto per capirci, sono una moglie under 30, sposata da aprile 2013 e stagista da 1 anno e mezzo presso varie tipologie di lavoro.

Quando ero a casa con i miei la vita era relativamente semplice: dovevo tenere in ordine la mia camera e i miei spazi (cosa che facevo molto pigramente), cucinare per la famiglia (soprattutto quando ero a casa per pause dai corsi universitari), e se mi andava tenere in ordine anche il resto della casa. Mia mamma non è stato un grande esempio di ordine e organizzazione per me, e lo ammetto man mano che passa il tempo, mentre mio papà, seppure più ordinato all’apparenza, non incarna certo il senso del pratico (ad esempio, le cose che si usano di più stanno sullo scaffale più alto o dietro ad altre 100 cose).

Quando sono stata studente fuori sede la vita è stata sì dura, ma allo stesso tempo per fare qualche pausa dallo studio come scusa c’è sempre stata quella di pulire/riordinare qualche angolo, per buona pace dei miei coinquilini. poi una volta tornata a casa la vita è ricominciata ad essere come sopra.

Dopo questa breve parentesi della mia vita passiamo al perchè ho iniziato a scrivere questo blog.

– Sono tre settimane che lavoro per una ditta di chimica, settore nel quale ho studiato e conseguito una laurea, e sono tre week end che combatto con 5 mesi di accumulo e caos in casa nostra, mia e di mio marito. Per non parlare del caos nella mia testa, che quello c’è da molto più tempo.

– Mio marito, sant’uomo, è molto più ordinato di me, ma assolutamente disorganizzato: tutte le riunioni o gli incontri o i compleanni o glieli ricordo io o lui fa certe figuracce… al contempo io, come detto sopra, sono piuttosto pigra e disordinata, ma sono organizzatissima, o almeno pensavo di esserlo! Questo blog mi aiuterà di sicuro a perfezionarmi e a mantenere le scadenze.

– Sono stata a casa molti mesi prima di essere una stagista. Mi sono serviti per capire che Non Sono Fatta Per Fare La Casalinga. Sarà che sono cresciuta con entrambe i genitori lavoratori, o perchè comunque dopo un po’ che non ho niente da fare mi annoio…insomma, non fa proprio per me. Molte persone sono come me e quindi cerchiamo di condividere le strategie e i trucchetti per riuscire a gestire la casa e la vita!

Condividerò quindi molte foto, molte idee per ordinare, pulire, gestire la casa e la vita, cercando di non scoraggiarsi troppo difronte alle difficoltà e alle precarietà della vita. In fondo, che stagista è quello che non sa adattarsi alle nuove difficoltà?

A presto!

Immagine via Pexels